“Menopausa meno... male!” per aiutare le donne, ma gli ormoni non servono a tutte

03 novembre 2015, Andrea De Angelis
“Menopausa meno... male!” per aiutare le donne, ma gli ormoni non servono a tutte
L'età media delle donne continua ad aumentare
con il passare degli anni, facendo registrare un incremento mai visto nella storia. Si viaggia, infatti, verso gli 85 anni, ma ci sono questioni che, al di là della prospettiva di vita, è sempre difficile affrontare. Veri e propri tabù. Uno di questi è senza dubbio la menopausa, crocevia esistenziale per molti soggetti femminili, nonostante rispetto al recente passato siano maggiori le informazioni su come affrontare uno dei momenti più delicati per il proprio corpo, ma anche per la psiche. 

Il problema, forse, è che c'è ancora reticenza a parlarne. Si prova quasi vergogna, come non fosse una cosa del tutto naturale. Il punto, ovviamente, è l'associare la parola "fine" alla menopausa che coincide con il termine di una fase del nostro corpo durata circa 40 anni. Troppo per poter essere affrontata con leggerezza, certo, ma non abbastanza per dover segnare l'inizio di serie problematiche, anche esistenziali. Di conseguenza è importante che anche lo Stato si occupi di questa situazione e di riflesso le varie associazioni e società che operano nel campo della sanità.
Per questo la Sigo (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) ha appena lanciato la campagna “Menopausa meno... male!” per dare tutte le informazioni che servono, così che questo passaggio venga vissuto con maggiore consapevolezza e serenità.
Come spiega Paolo Scollo, presidente Sigo, "sul tema c’è confusione. Dopo una fase di entusiasmo per la terapia ormonale sostitutiva siamo passati alla paura acritica degli ormoni, poi sono arrivati gli isoflavoni di soia a richiamare l’attenzione, salvo poi scoprire che anche questi devono essere maneggiati con cura. È giunto perciò il momento di fare chiarezza, spiegando innanzitutto alle donne che la menopausa non è una disgrazia, ma va affrontata come merita".

“Menopausa meno... male!” per aiutare le donne, ma gli ormoni non servono a tutte
La poca conoscenza è una delle minacce più serie per le donne. Poche sanno che dopo la menopausa cresce il rischio di disturbi cardiovascolari, osteoporosi, tumori. Come riporta Corriere.it il 35% ha assunto la terapia ormonale: solo nel 3% dei casi quelle che non lo hanno fatto è perché non hanno disturbi, il 20% pensa che non serva, più del 30% non è stata informata e il 43% ha paura degli ormoni. "Oggi sappiamo molto di più sulla terapia ormonale sostitutiva, l’unica i cui effetti, nel bene e nel male, sono documentati da molti studi - interviene Francesca Nocera, presidente della Società Italiana di Ginecologia della Terza Età -. Non va prescritta a scopo preventivo o a dieci anni dall’inizio della menopausa, ma subito, e solo, alle donne con sintomi e che non abbiano una controindicazione assoluta agli ormoni, come un pregresso tumore al seno; se la cura è personalizzata e la paziente è seguita per valutarne bene gli esiti, non è pericolosa ma vantaggiosa, specie nelle donne con molte vampate, segno di una maggior fragilità vascolare e quindi indicative di un maggior rischio per cuore e vasi".

I ginecologi concordano sull’importanza di rivolgersi a un Centro Menopausa, o comunque a un medico che abbia una preparazione adeguata sul tema del climaterio. Tuttavia, come riporta sempre il noto quotidiano, può non essere affatto facile trovarlo, anche perché la formazione scarseggia come confermato dalla stessa Francesca Nocera: "Sono davvero pochi i giovani medici che decidono di specializzarsi in questa branca della ginecologia, che viene tuttora considerata un argomento, per così dire, di nicchia".
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