Vatileaks, quando Nuzzi ci disse: "Il problema è che non possono lamentarsi se escono dei documenti..."

03 novembre 2015, Andrea De Angelis
Vatileaks, quando Nuzzi ci disse: 'Il problema è che non possono lamentarsi se escono dei documenti...'
Una nuova Vatileaks?
In Vaticano sono stati arrestati monsignor Lucio Angel Vallejo Balda e la Pr italiana Francesca Immacolata Chaouqui. La notizia, che da ieri ha fatto il giro del mondo, continua a far discutere e pone interrogativi. La donna ha manifestato l’intenzione di collaborare ed è stata rimessa in libertà, mentre il monsignore è tuttora recluso in Vaticano. 
Secondo gli inquirenti vaticani sarebbero responsabili della nuova fuga di notizie riservate dai palazzi vaticani che sono alla base di due nuovi libri non ancora pubblicati: «Avarizia» del cronista dell'Espresso Emiliano Fittipaldi, e «Via Crucis» del giornalista Mediaset Gianluigi Nuzzi.

Proprio quest'ultimo è stato intervistato appena due settimane fa da IntelligoNews, a proposito della presunta lettera dei cardinali contro Papa Francesco e del caso Charamsa, scoppiato proprio alla vigilia del Sinodo della Famiglia (allora non era ancora esploso quello del tumore al cervello, arrivato una settimana dopo la suddetta intervista). 

Secondo Nuzzi quella lettera "è un segno della forza di Papa Francesco. Se un numero molto modesto di cardinali scrive una lettera sollevando perplessità sui lavori del sinodo, da una parte questo sta a testimoniare che c’è  una dialettica molto viva nella Chiesa e dall'altro che l’ala conservatrice è in difficoltà rispetto a questo Papa che ha fatto della povertà il baricentro del pontificato. Comunque siamo in una situazione fortemente critica all’interno della Curia e quindi è normale accadano queste cose".
Lo scrittore però volle ben distinguere tra la sua inchiesta e quel testo: "Ma invocare Vatileaks e vedere  un’associazione con quello che ho fatto io -  che ho pubblicato le carte di Ratzinger - è improprio perché se uno va a rieleggere  le carte di Benedetto XVI, vede che tutte le persone citate in quei documenti sono stati man mano messi alla porta e fuori della Curia . Qui invece è un’operazione diversa, si attribuisce a dei cardinali un lettera che è praticamente apocrifa".

Vatileaks, quando Nuzzi ci disse: 'Il problema è che non possono lamentarsi se escono dei documenti...'
Parole chiare, come quelle che seguono: "Il problema è che non possono lamentarsi se escono dei documenti perché in quel Paese le notizie sono estremamente controllate. Ed essendo l’unica monarchia assoluta-  una teocrazia che ha un miliardo di fedeli nel mondo - è chiaro che quando esce qualunque tipo di notizia poi questa può venire amplificata anche in maniera distorta".
Una sorta di presagio, visto che non solo sono arrivate le lamentele, ma anche gli arresti. 

Alla vigilia del Giubileo della Misericordia come si comporterà il Vaticano con i due nuovi presunti corvi? E quali saranno le azioni legali verso chi, come Nuzzi, si appresta ad uscire in libreria con delle pagine scottanti? Ci farà piacere chiederlo magari proprio allo stesso Nuzzi nei prossimi giorni. 
Intanto a questa domanda ha risposto ieri, sulle nostre pagine, il vaticanista de Il Fatto Quotidiano, Grana: "Sarà mano ferma. Qui non c’è misericordia, il Papa ne ha avuta anche fin troppa con loro due. Perché loro sono stati nominati dal Pontefice per risistemare la finanza vaticana nel segno della trasparenza pochi mesi dopo l’elezione di Bergoglio, siamo nel 2013. Non hanno tenuto fede alla fiducia che il Papa ha riposto in loro, perché entrambi hanno registrato con il telefono le conversazioni private del Papa. E le trascrizioni di queste conversazioni sono contenute nel libro di Nuzzi. Quindi al posto di aiutare il Papa per risanare la finanza vaticana hanno pensato di sabotare il pontificato, non avendo avuto le nomine che volevano".


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