Berlusconi, pollice su per il comunista Marchini. Ma crescono i "Meloniani" in FI

03 novembre 2015, Americo Mascarucci
Berlusconi, pollice su per il comunista Marchini. Ma crescono i 'Meloniani' in FI
Avanti Marchini, anzi no. 

Sembrava che Forza Italia avesse già scelto il candidato sindaco per il dopo-Marino a Roma e lo stesso Silvio Berlusconi aveva lasciato intendere che l’imprenditore romano, già sfidante di Marino nel 2013 a capo di una lista civica, fosse il candidato naturale. 

Marchini però è un uomo che proviene dal mondo della sinistra e seppur da tempo in rotta con l’arcipelago ex comunista in cui storicamente ha militato la sua famiglia, non sembra interessato a lasciarsi ingabbiare in una logica di schieramento, centrodestra contro centrosinistra, Berlusconi contro Renzi ecc. 

Marchini sembra più che mai deciso a riproporre l’esperienza del civismo, accettando l’appoggio dei partiti ma rifiutando sostanzialmente una collocazione mirata; soprattutto l’imprenditore teme di essere classificato dai mass media e dall’opinione pubblica come “il candidato di Berlusconi” e ha paura che questo possa compromettere una sua possibile riuscita. 
Da qui quindi la precisazione attraverso la quale ha fatto capire di essere disponibile a dialogare con tutti ma mantenendo una forte autonomia dai partiti. 

Dalle parti di Forza Italia questa precisazione sarebbe stata letta come una presa di distanza dall’appoggio del centrodestra e di Berlusconi in particolare, il quale a sentire i bene informati non avrebbe gradito. 
L’ex Cavaliere non ha parlato direttamente, ma al suo posto si è fatta sentire l’europarlamentare Licia Ronzulli considerata un esponente di punta del cosiddetto “cerchio magico”, ossia il gruppo ristretto che ruota intorno all’ex premier e che sarebbe ben selezionato da Francesca Pascale. 

La Ronzulli ha fatto sapere che non c’è nessuna decisione per ciò che concerne il Comune di Roma e che per Marchini ci sarebbe soltanto una semplice simpatia. Una frenata che secondo molti nasconderebbe il tentativo di non creare anzitempo spaccature nel centrodestra dove la candidatura di Marchini, lungi dall’unire continuerebbe a dividere. 

Crescono infatti le quotazioni della leader dei Fratelli d’Italia Giorgia Meloni che piacerebbe ad ampi settori di Forza Italia, in particolare agli azzurri più vicini alla Lega (leggi Giovanni Toti e Renato Brunetta)  ma ancora di più al Carroccio che, al contrario, non sarebbe troppo propenso verso Marchini. 

Incredibilmente a frenare la Meloni ci sarebbero gli ex amici di An i quali non vedrebbero di buon occhio su Roma e nel Lazio un rafforzamento dell’area di Fabio Rampelli che della Meloni è una sorta di “padre politico”. E non è un caso ad esempio che a spingere sulla candidatura di Marchini sia stato fino ad oggi un esponente di punta dell’ala aennina di Forza Italia, ossia Maurizio Gasparri; mentre Altero Matteoli non ha mancato di nascondere un certo scetticismo sulla decisione di Berlusconi di presentarsi a Bologna e salire sul palco al fianco di Matteo Salvini e della stessa Meloni in una manifestazione organizzata dalla Lega. 
Agli ex An berlusconiani pare dia molto fastidio il fatto che alle convention da loro organizzate l’ex Cavaliere sia intervenuto soltanto telefonicamente e mai in prima persona. 

Il centrodestra su Roma vorrebbe tentare di arrivare al ballottaggio dove, secondo i sondaggi, arriverebbe sicuramente il Movimento 5stelle. Quindi la sfida sarebbe tutta fra centrodestra e Pd, un Pd fortemente fiaccato dal fallimento politico e amministrativo di Ignazio Marino e destinato a presentarsi alle amministrative lacerato dalle lotte interne.

Se Atene piange dunque Sparta non ride. Il Pd su Roma non sa a che “santo votarsi”, Renzi vorrebbe puntare sul Prefetto Franco Gabrielli che però non sarebbe molto propenso a farsi bruciare nell’ambito di una sfida per il Pd sempre più in salita. 
Renzi sembrerebbe avere invece le idee chiare su Milano dove il prescelto dal Premier per la successione a Giuliano Pisapia resta Giuseppe Sala, l’ormai ex commissario unico di Expo reduce dal successo e dai numeri record dell’evento. Anche a Milano Renzi è consapevole di dover faticare molto per vincere nella roccaforte del leghismo  ed è convinto che serva una figura di prestigio, un uomo apparentemente svincolato dai partiti ma di comprovata fede renziana. E Sala queste garanzie le offrirebbe proprio tutte. 

Nel centrodestra invece sempre a Milano continuano le divergenze fra i forzisti moderati, leggi Mariastella Gelmini favorevole alla candidatura di Maurizio Lupi, e i berlusconiani cosiddetti salviniani come Daniela Santanché che invece vorrebbero un candidato il più possibile gradito al Carroccio. Paolo Del Debbio? 

Il giornalista Mediaset per ora ha detto no.......ma soltanto per ora!

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