Effetto Uber, o nuove regole per le app nel trasporto urbano o concorrenza è legittima

03 novembre 2015, intelligo
Effetto Uber, o nuove regole per le app nel trasporto urbano o concorrenza è legittima
Uber ha gettato il sasso nello stagno ma al posto dei cerchi l’effetto è stato quello di una tempesta. Proteste dei taxisti, interrogazioni parlamentari, querelle a colpi di carte bollate. Eppure il ciclone Uber è servito a mettere in pista quello che finora mancava: regole chiare sulle app digitali nel settore dei trasporti urbani. 

E’ quanto chiede al Parlamento l’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Il presidente Giovanni Pitruzzella ha sollecitato Camera e Senato a trovare regole chiare e certe per l’intero settore con l’obiettivo di “garantire la concorrenza, la sicurezza stradale e l'incolumità dei passeggeri, definendo un 'terzo genere' di autisti oltre a quelli dei taxi e degli Ncc”. L’indicazione del Garante è contenuta nella risposta a una domanda posta dal Viminale su richiesta del Consiglio di Stato. La necessità, ormai non più rinviabile, è evitare interferenze, ingerenze e contrasti tra l’operatività delle piattaforme web e i servizi tradizionali non di linea, come i taxi. Interferenze che poi hanno un risvolto diretto sul mercato, vedi alla voce ‘concorrenza sleale’. Il problema esiste all’estero (specialmente con Uber-Pop) come in Italia e a questo punto l’Autorità garante della concorrenza e del mercato sollecita il Parlamento a fare il suo mestiere, ovvero a legiferare una regolamentazione delle app nel trasporto pubblico. 

Vediamo nel dettaglio la relazione dell’Authority: per i servizi UberBlack e UberVan che prevedono l’impiego di vetture berline o monovolume con multiposti, l'Antitrust conferma “la legittimià” del servizio dal momento che manca una disciplina normativa ad hoc. Sul versante di UberPop, ovvero il servizio con autisti non professionisti, il Garante dice al legislatore di elaborare ed assumere una “regolamentazione minima” finalizzata a “sottolineare con forza gli evidenti benefici concorrenziali e per i consumatori finali derivanti da una generale affermazione delle nuove piattaforme di comunicazione”.

Insomma, nella giungla delle app, arrivano le regole. O almeno questo è l’auspicio di chi controlla. 

LuBi

autore / intelligo
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