Salvini e Berlusconi, gioie e dolori a 5 giorni dalla manifestazione di Bologna

03 novembre 2015, Marta Moriconi
Salvini e Berlusconi, gioie e dolori a 5 giorni dalla manifestazione di Bologna
Della serie: dimenticatevi il tutti insieme appassionatamente. L’8 novembre non sarà solo la prova sul campo di Salvini a Bologna: saprà organizzarsi e organizzare il suo popolo? Ma c'è di più: come andranno le prove tecniche di alleanza e litigi nel centrodestra?

Campidoglio e Palazzo Chigi non vanno già d'accordo, rea la dichiarazione del Presidente B. a favore di Alfio Marchini che ha fatto alzare sulla sedia sia Giorgia Meloni che parte di Forza Italia, quella più vicina al Cav come Ronzulli e Toti. 

Qualcosa si sta “annacquando” e gli esperimenti di un Pdl 3.0 (vintage) non funzionano. Salvini non vuole fare la fine di Gianfranco Fini e tira per la giacchetta Berlusconi purché rimanga al suo posto, ma è come chiedere al protagonista di un film di fare da comparsa. CasaPound è sul piede di guerra perché rivede nella forma (e anche nella sostanza) la vecchia casa delle libertà con le sole facce cambiate. 

Eppure per Salvini è essenziale non essere il nemico preferito di Renzi, ossia riuscire ad ottenere più consenso possibile per batterlo e non per rimanere a vita il secondo, e da solo o con pochi non riuscirebbe nell'operazione. Il problema ora è: B. ci sarà? E se ci sarà farà da spalla o la butterà in caciara come è solito fare? Cosa dirà a Bologna? 

Innanzitutto la sua presenza non è scontata. Sì, perché nella serata di ieri dalle parti di Arcore sono di nuovo affiorati molti dubbi, con il presidente del partito azzurro che ha stoppato coloro che davano già per assodata la sua presenza sul palco di Piazza Maggiore insieme a Matteo Salvini nella manifestazione anti-Renzi. Fino a poche ore prima la sua presenza veniva darà per "certa al 99%. 

Andava armonizzato lo spartito perché Forza Italia e Lega non risultassero stonate, ma il dubbio è ancora sul tavolo. Considerato che sarebbe stata archiviata l'idea di procedere a una organizzazione comune e a una convocazione di truppe azzurre dal territorio in modo da non avere una piazza ad esclusiva trazione leghista, cosa succederà? 

"Andremo lì come ospiti a una manifestazione della Lega" è il leit-motiv dominante.Così eviterebbero le incognite. Molti dirigenti azzurri tanto sono convinti, comunque, che alla fine Berlusconi ci sarà, anche se a questo punto tutto è davvero possibile e nulla può essere dato per scontato.

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