Vatileaks, i moventi di Chaouqui e Vallejo Balda: tracce e sospetti

03 novembre 2015, Americo Mascarucci

Vatileaks, i moventi di Chaouqui e Vallejo Balda: tracce e sospetti
Non si placano gli echi seguiti agli arresti eccellenti avvenuti in Vaticano nell’ambito dello scandalo ribattezzato “Nuovo Vatileaks”. 

Agli arresti sono finiti la Pr Francesca Chaouqui e monsignor Lucio Vallejo Balda segretario della Prefettura per gli Affari Economici della Santa Sede, entrambi componenti della commissione vaticana per il controllo della spesa e la riforma degli apparati burocratici voluta da Francesco stesso. 

I due sono accusati di aver trafugato documenti riservati dai sacri palazzi finiti direttamente sulle scrivanie dei giornalisti Nuzzi e Fittipaldi autori di due libri inchiesta di prossima uscita che hanno per tema “le trame vaticane”. 

La donna avrebbe accettato di collaborare con gli inquirenti fornendo elementi utili all’inchiesta e per questo motivo sarebbe già stata rimessa in libertà; il monsignore invece resta ancora agli arresti ma le prove contro di lui sarebbero schiaccianti. 

Ma quale movente avrebbe spinto i due a divulgare le carte segrete del Vaticano? A quale scopo? 

Il movente principale secondo gli osservatori più esperti di cose vaticane, sarebbe da ricercare nella lotta di potere all’interno dei sacri palazzi, in quella Curia romana che, non da oggi, è considerata il centro di tutti i veleni che negli ultimi anni,hanno “inquinato” la Chiesa. 

Su Vallejo Baldo sono in molti giornali a sospettare che, dietro il suo presunto “tradimento” della fiducia del Papa, vi possa essere la delusione per il mancato ottenimento dell’incarico di segretario generale della Segreteria per l’Economia del Vaticano, struttura creata da Bergoglio e deputata a sovrintendere l’intera politica economica del Vaticano. 

La nomina di Vallejo era data per scontata, mancava soltanto l'investitura ufficiale, invece poi la scelta di Francesco è ricaduta su Alfred Xuereb. La giustificazione del siluramento del monsignore fu motivata con il fatto che l’incarico di segretario generale del nuovo dicastero si presentava di fatto incompatibile con quello di segretario della Prefettura per gli Affari Economici rischiando di mettere Vallejo nella condizione di controllore e di controllato. 

Forse però il monsignore la defenestrazione non l’avrebbe presa troppo bene motivo che potrebbe averlo spinto a vendicarsi dei suoi possibili siluratori. 

E la Chaouqui? Lei stessa ha dichiarato di essere arrivata nella Commissione di studio per le attività economiche ed amministrative del Vaticano grazie alla sponsorizzazione di Vallejo Balda e forse anche lei sperava che, con l’ascesa del suo sponsor principale al vertice della Segreteria per l’Economia del Vaticano potessero arrivare nuovi incarichi di prestigio e di rilievo. 

Molti nelle ultime ore ritengono che i due facciano parte di un ingranaggio più complesso, che coinvolgerebbe autorevoli personalità interne ed esterne alla Chiesa, intenzionate a delegittimare l’azione del Papa. E sebbene la teoria dei complotti alla Dan Brown non ci appassioni più di tanto, è evidente come ormai da tempo dentro e fuori il Vaticano agiscano forze oscure e destabilizzanti che sembrerebbero rievocare il celebre "fumo di Satana entrato nella Chiesa" di cui parlò in tempi non sospetti Paolo VI 

Un’unica regia, la stessa che durante le giornate calde del Sinodo avrebbe fatto circolare la falsa notizia della malattia del Papa al cervello e fatto uscire la lettera dei tredici cardinali che contestavano Bergoglio e le modalità di organizzazione e composizione del Sinodo. Lettera che era stata scritta davvero ma non nei termini e nei contenuti resi noti dalla stampa. 

Veleni dunque, complotti e rivalità all’ombra del Cupolone o forse più semplicemente desiderio di ricavare profitti dalla divulgazione delle carte riservate e dallo scontato successo delle nuove operazioni editoriali? 

Gli inquirenti stanno cercando di diradare l’intrigata matassa, ma intanto c’è da registrare la difesa di Francesca Immacolata Chaouqui che con un twett ha negato di aver sottratto e diffuso carte segrete del Vaticano e ha dichiarato di “amare la Chiesa e il Papa più della sua stessa dignità”. Sarà davvero così? 

Il garantismo vale per tutti quindi basta attendere gli esiti dell’inchiesta per avere le risposte che tutti si attendono. 

Il maggiordomo di Benedetto XVI protagonista del primo Vatileaks dichiarò di aver trafugato e fatto uscire  le carte dalle stanze pontificie per "amore del Papa e della Chiesa" per proteggere Ratzinger dai nemici che agivano a sua insaputa delegittimandone l'operato. 

Anche stavolta alla fine si dirà che il tutto è fritto di un "gesto d'amore?"

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