Italicum, addio ballottaggio? Per Grillo norma anti-M5S. E Cecconi: "Avvantaggia Forza Italia"

03 novembre 2015, Americo Mascarucci
Via il ballottaggio dall'Italicum. E' l’ultima proposta contenuta nel disegno di legge presentato dal deputato del Partito Democratico Giuseppe Lauricella. 

In pratica se il testo sarà approvato verrà soppresso dalla nuova legge elettorale il doppio turno, assegnando un premio di maggioranza alla lista che raggiungerà il 40% dei consensi. Se nessuno la raggiungerà allora si applicherà un sistema proporzionale puro
Italicum, addio ballottaggio? Per Grillo norma anti-M5S. E Cecconi: 'Avvantaggia Forza Italia'
mantenendo al 3% la soglia di sbarramento. 

Una proposta di legge ritagliata su misura per far vincere il Pd e disinnescare la mina 5Stelle? 

Ne è convinto Beppe Grillo che attacca: "Giuseppe Lauricella, parlamentare Pd, si è inventato la clausola anti-M5S per evitare che possa vincere le elezioni. Senza alcun pudore nella relazione del disegno di legge per modificare l'Italicum scrive: 'Se si mantiene il ballottaggio si rischia al secondo turno un effetto Parma di dimensioni nazionali’'". 

Sarà un caso che la proposta di modifica dell’Italicum arrivi proprio nel momento in cui tutti i sondaggi danno in forte crescita il Movimento 5Stelle in Italia? 

"Il Pd e l'amico Silvio - scrive l'ex capogruppo al Senato Gianluca Castaldi - vogliono eliminare il ballottaggio dall'Italicum. Il rischio che Pd e M5s vadano al secondo turno va azzerato, perché in più comuni abbiamo dimostrato di essere troppo pericolosi nei ballottaggi. E' così che ragionano i partiti, da sinistra a destra”.

E difatti a guardare bene la vicenda appare evidente come il Patto del Nazzareno, lungi dall'essere stato affossato, sembri resuscitare in ogni occasione utile. 
Perché, il successo dei 5Stelle preoccupa tanto Renzi che Berlusconi; il primo perché teme che i 5Stelle possano vincere nei ballottaggi come è successo a Parma, a Livorno, a Civitavecchia e in tante altre città battendo i candidati del Pd; il secondo perché vede il centrodestra in un angolo, costretto a fare la parte dell’eterno terzo, e come si sa i terzi al ballottaggio non ci vanno. 

Renzi preferirebbe avere come antagonista un centrodestra numericamente e politicamente inferiore secondo le indicazioni dei sondaggi, a trazione leghista, piuttosto che un Movimento 5Stelle altamente temibile e concorrenziale. 

Curioso poi che proprio i 5Stelle, gli unici forse ad aver contestato la nuova legge elettorale evidenziando le disfunzioni dell’Italicum, oggi rischino di essere le prime vittime dei tentativi di modifica apportati proprio per scongiurare una loro possibile vittoria. 

Ora bisognerà vedere come si pronuncerà il Parlamento. 
Appare tuttavia evidente come, nel caso in cui il ballottaggio dovesse essere eliminato, oltre al Pd anche Forza Italia ne ricaverebbe vantaggi in termini politici come ha spiegato su Intelligonews il deputato pentastellato Andrea Cecconi.

Perché, a quel punto, nel momento in cui il Pd non dovesse ottenere il 40% vedendo sfumare il premio di maggioranza e non avere i numeri necessari per governare da solo in Parlamento, certamente per Renzi e per il Pd diventerebbe molto più semplice, e tutto sommato auspicabile, andare ad una contrattazione politica con gli azzurri piuttosto che con i pentastellati. 

I precedenti del Governo Letta e del Patto del Nazareno del resto stanno lì a confermarlo. 
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