Terremoto, sfollati a quota 26mila. "Non c'è bisogno di extra-deficit"

03 novembre 2016 ore 10:50, Americo Mascarucci
Sono 26mila le persone assistite dalla Protezione civile, delle quali 8mila già in alberghi sulla costa. 
Erano 22mila solo martedì. 
Sale anche il numero dei Comuni interessati che sono200. 
E' questo il drammatico bilancio dell'ultima violenta scossa di terremoto che, il 30 ottobre scorso, ha devastato il Centro Italia.
Oltre i cittadini di Visso, Ussita, Pievetorina, Pievebovigliana e Castelsant’Angelo sul Nera hanno cominciato a spostarsi anche numerosi terremotati da Tolentino, da Sarnano, da Caldarola, Camerino, Gagliole, Montecavallo, Fiastra e Muccia. 
Terremoto, sfollati a quota 26mila. 'Non c'è bisogno di extra-deficit'
La principale meta dei marchigiani che non possono usufruire delle proprie abitazioni è Porto Sant’Elpidio (Fermo), ma la lista delle città costiere che mettono a disposizione alberghi, campeggi, bed and breakfast e residence è destinata ad allungarsi, viste le disponibilità manifestate dagli albergatori.
"Sin da subito - spiega la Protezione Civile -  è stato chiaro che questo secondo violento terremoto, pur non avendo fatto vittime dirette, avrebbe avuto pesantissime conseguenze sul territorio, completando l'opera, se così si può dire, del precedente sisma di agosto, e distruggendo quel poco che era scampato".

Per il presidente del Consiglio Matteo Renzi "i soldi sono già stati stanziati e non c’è bisogno di extra deficit. Ma se non dovessero bastare il governo è pronto a ricorre a questa misura".
«Le risorse sono già stanziate nel piano pluriennale della legge di Bilancio. Già nel 2017 c’è uno spazio di 3 miliardi, diventano 5 nel 2018», ha detto il premier a Radio24. 
"Non c’è uno stanziamento puntuale perché ancora non si sa quanto servirà, ci sono spazi di azione, poi se ci sarà bisogno di ulteriori spazi deficit, metteremo i danari necessari ma al momento non è necessario", spiega ancora Renzi sottolineando che il deficit è al livello più basso da dieci anni. 
Il Parlamento lo ha fissato al 2,4% nella bozza del governo è al 2,3%.
Intanto secondo le stime del ministero del Tesoro nel 2017 le pubbliche amministrazioni centrali e locali spenderanno per la messa in sicurezza di territori ed edifici pubblici e per la ricostruzione circa 6 miliardi di euro. 

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