Ddl rischio clinico, cambia la responsabilità dei medici e la tutela dei pazienti

03 novembre 2016 ore 11:16, Lucia Bigozzi
Palazzo Madama ha detto sì alla responsabilità del medico. Più esattamente, il disegno di legge è stato approvato in Commissione e l’annuncio è stato twittato in tempo reale dal ministro della Salute Lorenzin. Dalla Commissione all’Aula per il voto finale, poi l’approdo a Montecitorio per il varo definitivo. Dalle file del Pd si parla di “importante passo avanti”. Le ragioni le spiega la senatrice Emilia Grazia De Bias che descrive “un lavoro condiviso e approfondito che ha migliorato il testo già pregevole approvato dalla Camera dei Deputati”. In altre parole, per l’esponente dem si tratta di “un provvedimento che risponde alle sacrosante esigenze di tutela e di sicurezza dei cittadini e, nello stesso tempo, di sicurezza e dignità dell'intero mondo delle professioni sanitarie”. 

Ddl rischio clinico, cambia la responsabilità dei medici e la tutela dei pazienti
Obiettivo del disegno di legge la ricorda il senatore Lucio Romano (Gruppo per le Autonomie) e sta nell’intento di dare “una risposta alla deriva della medicina difensiva e ai suoi elevatissimi costi
; favorire l'alleanza terapeutica; dare maggiore serenità al personale sanitario; assicurare una sempre migliore assistenza e tutela dei pazienti”. In sostanza, sottolinea Romano, “affronta e disciplina i temi della sicurezza delle cure, della responsabilità dell'esercente della professione sanitaria o socio sanitaria e della struttura pubblica o privata, le modalità di svolgimento dei procedimenti giudiziari aventi ad oggetto la responsabilità professionale”. Secondo il senatore, già a novembre il disegno d legge potrebbe andare in Aula al Senato per l'approvazione”. I tempi auspicati sembrano veloci: si parla del sì finale entro il mese di novembre, il che significa che l’iter potrebbe avere tempi davvero accelerati. Il senatore Romano aggiunge che con il varo del ddl “si cercherà di mettere in condizioni i professionisti di operare con tranquillità e serenità e di dare ai pazienti la certezza della migliore assistenza”. Fin qui le dichiarazioni del fronte ma ci sono due aspetti, uno di carattere penale e l’altro sul versante civile attorno ai quali cambia (e non poco) il concetto di responsabilità dei medici con relative conseguenze previste dalla norma. Ecco in dettaglio:

Effetti penali: sul fronte della responsabilità penale il testo prevede l'inserimento dell'art. 590-ter nel codice penale, in base al quale “l'esercente la professione sanitaria che provoca la morte o la lesione personale del paziente a causa della sua imperizia risponde dei reati di omicidio colposo e lesioni personali colpose soltanto in caso di colpa grave. Tale colpa però viene esclusa quando il medico agisce nel rispetto delle buone pratiche clinico-assistenziali e delle raccomandazioni previste dalle linee guida”.

Effetti civili: sul fronte civile viene istituito un doppio percorso all’interno del quale la responsabilità è contrattuale per le strutture sanitarie (pubbliche e private) ed extracontrattuale per i medici, sia che svolgano la propria attività presso le strutture sanitarie pubbliche o private, sia in rapporto convenzionale con il servizio sanitario nazionale. “La responsabilità di tipo extracontrattuale comporta consequenzialmente l'inversione dell'onere della prova (a carico del paziente) e la riduzione della prescrizione a 5 anni in luogo che 10”.

autore / Lucia Bigozzi
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