Di Stefano (CP), altro che profughi: "E' un coraggio più grande quello degli sfollati del centro Italia"

03 novembre 2016 ore 15:58, Andrea Barcariol
Intervistato da IntelligoNewsSimone Di Stefano, vicepresidente di CasaPound, critica il governo in occasione del terremoto delle Marche "un piano andava previsto prima" e fa una previsione sulle elezioni in Usa del prossimo 8 novembre. 

I numeri del terremoto diventano sempre più tragici: 26 mila sfollati e 200mila abitazione lesionate. Queste persone devono essere considerate i nuovi profughi?

«No, sono italiani che hanno perso la cosa più importante: la casa. Spero che abbiano un trattamento diverso rispetto ai profughi, tra l'altro sono una minima parte rispetto alle persone che arrivano in Italia. I profughi di guerra hanno visto veramente la guerra mentre la maggior parte di quelli che sbarcano qui sono ragazzoni in cerca di lavoro o di non si sa bene che cosa. Secondo me i nostri stanno dimostrando un coraggio più grande, vogliono rimanere attaccati alla loro terra, non se ne vogliono andare e questa è la grande differenza. Sono pronti a sopportare anche il disagio di vivere in macchina a novembre in alta montagna, pur di rimanere attaccati alla loro terra».

Ci sono le immancabili polemiche sulle tende troppo fredde e sugli alloggi. Secondo lei il governo dovrebbe dichiarare l'emergenza nazionale e chiudere le frontiere?

«Quello andrebbe fatto a prescindere, non ce la possiamo permettere questo tipo di accoglienza che sta facendo il governo. Non so cosa si possa fare nell'immediato, anche facendo piovere soldi sulle zone terremotate per evitare che queste persone dormano in auto. Sono in tanti che non si vogliono spostare. Un piano andava previsto prima, immaginando una situazione del genere, con la possibilità di far arrivare entro 48 ore delle case, dei container. Lo Stato dovrebbe avere un opzione per gestire il post evento catastrofico, portando direttamente degli alloggi e non delle tende dove ovviamente non si può stare l'inverno».

Di Stefano (CP), altro che profughi: 'E' un coraggio più grande quello degli sfollati del centro Italia'
Negli Stati Uniti invece c'è "terremoto mediatico" provocato dall'inaspettato recupero di Trump, causato dal caso emailgate che vede coinvolta la Clinton. Il tycoon può scardinare lo status quo?

«Secondo me l'Fbi il favore l'ha fatto alla Clinton perché Trump era in grande recupero anche prima di questa vicenda. Oggi invece il recupero si giustifica con questo scandalo che in realtà c'era anche prima. Trump è lanciatissimo e favorito, sta terrorizzando l'establishment mondiale perché vuole fare una politica protezionista, occuparsi del suo Stato e pensa che sia giusto che le fabbriche rimangano negli Stati Uniti per dar lavoro agli americani. Questo è quello che spaventa veramente i globalisti di tutto il mondo».

Tanti sostenitori di Trump, durante le interviste, sottolineano spesso un suo slogan: "L'America torni grande".

«Lui ha il voto dell'America rurale, popolare, operaia, di chi lavora e di chi sporca le mani, ben lontana da quanto si pensa in occidente dove tutti sono convinti di fare i creativi, i designer, gli intellettuali. Trump vincerà e sarà una grande vittoria del popolo americano».

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