Antibiotici superati, alleanza Iss-Simit con appello: "Più investimenti e vaccini"

03 novembre 2016 ore 14:55, Americo Mascarucci
Batteri resistenti agli antibiotici, è sempre più emergenza.
La causa è legata all’uso inappropriato degli antibiotici: i batteri, come tutti i microrganismi, tendono a mutare, e la pressione antibiotica accentua questo processo favorendo la sopravvivenza di quelli più resistenti. 
La SIMIT, Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali,  l’Istituto Superiore della Sanità  e il Ministero della Salute si sono uniti  per formare e informare il cittadino sull’importanza del vaccino. 
Un appello in tal senso è stato lanciato al termine del 15° Congresso Internazionale SIMIT a Baveno sul Lago Maggiore con oltre 800 specialisti presenti, provenienti da tutta Italia e dall’estero.
Antibiotici superati, alleanza Iss-Simit con appello: 'Più investimenti e vaccini'
L’appuntamento è stato organizzato dal Prof. Gaetano Filice, Direttore dell’Unità di Malattie Infettive del Policlinico San Matteo, Pavia, e da Domenico Santoro, Direttore dell’Unità di Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliera S. Anna di Como. 
"Il Ministero - ha spiegasto Ranieri Guerra, direttore generale della Prevenzione sanitaria del Ministero della Salute - ha il dovere di rivolgersi alle entità scientifiche del Paese, prima di tutto all'Iss, ma ha anche di avvalersi delle società scientifiche". 

"Da molti anni - ha aggiunto Giovanni Rezza, direttore unità di Infettivologia presso l'Iss - c'è un allarme globale per i batteri multiresistenti. Soprattutto il governo inglese ha commissionato un rapporto a degli economisti per stimare e predire i casi di morti, forse milioni nel 2050. Nell'Europa mediterranea abbiamo la maglia nera: è molto alto il tasso di resistenza ai farmaci, per alcuni batteri si arriva al di sopra 50%. L’industria negli ultimi decenni ha investito poco negli antibiotici: mentre abbiamo molti farmaci antivirali (per HIV, epatiti), per quanto riguarda gli antibiotici ce ne sono pochi nella pipeline dell’industria. Sono diventate così delle malattie neglette. Ciò probabilmente poiché sarebbe stato necessario un investimento notevole rispetto ai guadagni previsti. Nelle malattie infettive croniche chiaramente i guadagni si prospettano più proficui". 
"C’è dunque necessità di maggiore collaborazione tra pubblico e privato - spiega ancora Rezza - ciò non riguarda solo gli antibiotici, ma anche i vaccini, terreno in cui proliferano molte malattie neglette o emergenti. I governi possono favorire la produzione anche di questi farmaci introducendo degli ammortizzamenti delle spese che si fanno in ricerca e sviluppo, per far sì che al momento del diffondersi dell’epidemia ci siano vaccini efficaci".
"Vi sono alcuni antibiotici - ha concluso Marco Tinelli, segretario nazionale Simit - che dal 50 al 70% dei casi non sono più attivi nei confronti di molti batteri, con gravi conseguenze per l'uomo".
Insomma un'altra emergenza.

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