Terremoto, Terzoni (5S): "Casa Italia solo un copia-incolla. Renzi concretizzi il nostro sisma-bonus"

03 novembre 2016 ore 13:11, Lucia Bigozzi
“Renzi chiede all’Europa lo sforamento del patto di stabilità, poi nella legge di bilancio scopriamo che i conti non tornano…”. “Il progetto Casa Italia è solo un copia-incolla di tutti i vecchi progetti fin qui attuati”. Due passaggi molto netti che Patrizia Terzoni, parlamentare 5Stelle e membro della Commissione Ambiente della Camera, approfondisce nell’intervista con Intelligonews sul terremoto che continua a scuotere l’Italia centrale. 

Renzi afferma: “Impensabile che crollino le scuole per la stabilità europea”: condivide? E se il premier vi chiamasse a un tavolo comune, voi ne fareste parte?
Terremoto, Terzoni (5S): 'Casa Italia solo un copia-incolla. Renzi concretizzi il nostro sisma-bonus'
"Sul famigerato braccio di ferro con l’Ue, dico che lo vediamo solo dagli annunci e dai tweet del premier. Ha chiesto all’Europa di sforare per 3,4 miliardi di euro alla voce sisma e messa in sicurezza, ma quando siamo andati ad analizzare la legge di stabilità abbiamo scoperto che sono stanziati solo 600 milioni di euro e 850 di credito di imposta, quindi mancherebbero all’appello circa 2 miliardi. Noi siamo favorevoli allo sforamento del patto di stabilità per la messa in sicurezza del territorio da quando siamo in parlamento, ma non possiamo sostenerlo nel momento in cui va in Europa a chiedere una cosa e poi ne scrive un’altra. La domanda a questo punto è: cosa ha chiesto veramente all’Europa?". 

Progetto Casa Italia: sul piano tecnico quali punti non può non contenere? 

"Il progetto Casa Italia non è altro che un copia-incolla di vecchi progetti fin qui messi in atto, ad esempio la struttura di missione per il dissesto idrogeologico dentro il Piano Casa. In alte parole, non c’è niente di nuovo, Renzi ha solo messo tutto quello che già c’era sotto una sola slide. Il risultato è una nuova struttura di missione per il progetto Casa Italia, una sorta di cabina di regia con nuove nomine. Il punto sostanziale, invece, riguarda la messa in sicurezza degli edifici pubblici e privati. Già solo applicare la normativa nazionale in modo unitario in tutte le regioni sarebbe un bel passo in avanti. Un esempio: per il controllo dei progetti a livello anti-sismico, la legge dice che vanno fatte le verifiche sui progetti prima dell’autorizzazione da parte degli uffici regionali al 100 per cento e pure nella fase post-realizzazione. Nelle Marche e nel Lazio, solo per citare due casi, questi controlli vengono fatti a campione. C’è inoltre un’ordinanza del presidente del Consiglio del 2003 che chiede la verifica antisismica di tutti gli edifici strategici e delle infrastrutture (dalle scuole ai ponti) ma non risulta sia stata rispettata". 

Ancora scosse nel Centro Italia, paura e panico tra la gente: è un pericolo tamponabile oppure c’è il rischio di un nuovo 24 agosto?

"Non sono un geologo e questo non lo posso dire, ma sappiamo che l’Italia è un territorio sismico, è inutile girarci intorno: l’unica cosa da fare è convivere ma in maniera consapevole, capire se la nostra casa è anti-sismica oppure no, fare una perizia tecnica ad hoc e se ha dei problemi metterla in sicurezza. Per questo abbiamo proposto il sisma-bonus che è stato accolto ma ora il governo deve concretizzarlo coi decreti attuativi. Se c’è una divulgazione della cultura del rischio e il cittadino capisce il problema, accederà sicuramente ai finanziamenti messi a disposizione dallo Stato per rendere sicura la sua casa. In sintesi: serve una volontà politica per rendere efficace un piano per proteggere il Paese". 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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