Brexit, Alta Corte ricorso pro-Ue. Borghi (Lega): "Europeismo malattia autoimmune. Se fossi la May..."

03 novembre 2016 ore 13:35, Andrea Barcariol

Ha le idee chiare Claudio Borghi, economista ed esponente della Lega Nord, su quanto stabilito dalla Corte britannica che si è pronunciata sulla Brexit decidendo che è necessaria l'approvazione del Parlamento affinché il Regno Unito inizi il processo di uscita dall'Unione Europea. A Intelligonews spiega il suo pensiero, anche in riferimento al post terremoto.  


Sulla Brexit l'Alta Corte ha accolto il ricorso pro-Ue. Cosa ne pensa?

«Spero sia solo un passaggio formale. C'è da dire che l'europeismo è come una malattia autoimmune, quando pensi di averla debellata ritorna sempre sotto qualche forma, con qualche ricaduta. E' un male difficile da estirpare. Comunque penso sia solo un passaggio formale, ho troppo rispetto per le tradizioni della democrazia inglese per pensare che ci possa essere un tradimento della volontà popolare. Se fossi la May convocherei velocemente il Parlamento e li farei votare».


Renzi ha detto: "E' impensabile che crollino le scuole in nome di una stabilità europea". Sta diventando anche lui antieuropeista?

«E' vergognoso che si ragioni solo ora su cose che erano sempre state sotto gli occhi di tutti. Il terremotato non ha dei diritti superiori rispetto a chi, ad esempio, si è suicidato per la crisi. Una fabbrica chiusa per colpa dell'Ue è come se fosse stata abbattuta per colpa del terremoto, la sostanza non cambia, non ci sono cittadini di serie a o di serie b. Il terremoto magari è più spettacolare come disastro ma i danni fatti dall'euro hanno un'ampiezza molto superiore».


Brexit, Alta Corte ricorso pro-Ue. Borghi (Lega): 'Europeismo malattia autoimmune. Se fossi la May...'
La Grecia ad esempio è stata messa in ginocchio dalla burocrazia europea.

«La Grecia è stata come bombardata, i danni sono simili a quelli di una guerra ma anche noi siamo in crisi dal 2008 e non è ancora finita. Mi fa piacere quando vengono riprese delle cose su cui ci stiamo sgolando da secoli, non mi piace però se vengono prese, come in questo caso, in modo strumentale. Il Premier ha un modo molto semplice per dimostrare che quanto dice è vero e non di facciata, quest'anno noi dobbiamo dare all'Europa più di 4 miliardi di euro e invece gli diamo zero. Anzi. Possibilmente chiediamo indietro la quota che abbiamo dato per i fondi salva Stati, ovvero oltre 60 miliardi di euro, e vedrete che almeno sul breve i nostri problemi di finanza pubblica verranno risolti con i nostri soldi».


In poche parole si può dire che aspetta i fatti.

«Esatto, aspetto i fatti».


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