Referendum, No teme "effetto Onida" (e favore a Renzi) con rinvio

03 novembre 2016 ore 14:52, Americo Mascarucci
Rinvio referendum Sì, o rinvio referendum No?
A favore di un possibile slittamento della data del 4 dicembre si è già espresso il Ministro dell'Interno Angelino Alfano motivando questa eventualità con l'esigenza di dare priorità alla ricostruzione delle zone colpite dal terremoto, evitando di sovrapporre l'emergenza post sisma con la campagna referendaria.
Ipotesi però smentita dal Premier Matteo Renzi e che ha provocato la levata di scudi delle opposizioni.
In realtà molti pensano che Renzi abbia mandato in avanscoperta Alfano per vedere se vi potessero essere le condizioni per un possibile rinvio della data del voto, dal momento che gli ultimi sondaggi vedrebbero prevalere nettamente il No.
Chiacchiere ovviamente, indiscrezioni, che però l'uscita improvvisa di Alfano sembrerebbero confermare.
A questo punto quindi un aiuto concreto a quanti vorrebbero posticipare la data del referendum potrebbe arrivare da Valerio Onida. l'ex-presidente della Corte costituzionale sempre più convinto che il suo ricorso potrebbe indurre la Consulta a fermare il referendum del 4 dicembre. 
Secondo Onida, la legge del 1970 che istituisce il referendum, va corretta perchè non prevede l'obbligo di formulare più quesiti se ci sono più temi. E in questo modo violerebbe la libertà di voto. 
Onida si è rivolto al tribunale civile di Milano per chiedere di sollevare l'eccezione di legittimità costituzionale su un quesito che ammette solo un Sì o un No, anche se è multiplo e disomogeneo, dunque pone più domande. 

Secondo l’Avvocatura dello Stato, la Corte Costituzionale, nel caso di invio degli atti da parte del giudice Loreta Dorigo del Tribunale di Milano chiamata a pronunciarsi sul ricorso, non avrebbe teoricamente per legge il potere di sospendere la consultazione. Questa la tesi sostenuta dall’Avvocatura, con il legale Gabriella Vanadia, nell’udienza di discussione di giovedì. 
Onida invece ha fatto notare che in caso di ok del giudice all’invio degli atti alla Consulta, in base ad un’interpretazione di legge, la Corte potrebbe sospendere la consultazione in attesa di decidere.  
Se il tribunale dovesse decidere di portare la norma di fronte alla Consulta sarebbe probabile uno slittamento del voto, per questioni di opportunità, in attesa della pronuncia.
A questo punto lo slittamento diventerebbe quasi automatico.
Stando così le cose però le opposizioni e i fautori del No, sperano che il ricorso di Onida non abbia successo e che si tolga al Governo ogni alibi utile per rinviare il voto.
Al contrario invece un pronunciamento positivo renderebbe tutto più facile a chi, come Alfano (e Renzi?) sperano nel rinvio preoccupati forse da una sempre più probabile vittoria del No 
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