Effetto Fbi, Chiesa rivela: “In Usa in atto una guerra tra golpisti. Asse Putin-Trump creato da Washington"

03 novembre 2016 ore 16:27, Lucia Bigozzi
“Negli Usa è in corso una lotta senza quartiere tra fazioni opposte che se ne infischiano dello stato di diritto e agiscono come veri e propri golpisti, gli uni e gli altri”. Muove da qui l’analisi di Giulietto Chiesa, giornalista ed esperto di scenari geo-politici, su ciò che sta accadendo in America a cinque giorni dal voto. Con scenari inquietanti per il dopo che svela nella conversazione con Intelligonews. 

Fbi contro Hillary. Dopo le carte sul marito dell’assistente, l’ultimo ‘colpo’ all’immagine della candidata democratica sembra rappresentato dalle carte sul marito Bill. Obama è intervenuto a sostegno della Clinton stigmatizzando l’operato dell’agenzia investigativa. A cinque giorni dal voto che sta succedendo? 

"Quello che sta accadendo è una lotta senza quartiere tra fazioni opposte che se ne infischiano dello stato di diritto e agiscono come veri e propri golpisti, gli uni e gli altri. Dico la parola golpista citando Steve Pieczenik il quale imperversa sul web con una
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dichiarazione che si riferisce a “colpi di Stato e contro-colpi di Stato in atto al vertice americano”, cioè tutta gente che gioca infliggendo colpi sotto la cintura all’avversario. Questa è la considerazione generale, non pro o contro nessuno dei due candidati alla Casa Bianca. La seconda mia impressione è che l’èlite politica americana nel suo complesso, ha scelto fin dall’inizio la signora Hillary Clinton. Si tratta di una èlite bipartisan perché qui non c’entrano democratici e repubblicani: tutta l’èlite voleva la signora Clinton e aborrisce il signor Trump, in quanto è pericoloso per l’èlite".
 

Perché? 

"Perché secondo svariati dati sociologici, il signor Trump sta pescando voti in quel 70 per cento di americani che non ha più nessuna fiducia nella democrazia repubblicana americana. Tutta gente che in gran parte non era mai andata a votare e che adesso rischia di farlo perché dall’oligarchia dominante che si è divisa il potere in tutti questi anni". 

“L’effetto Fbi” potrebbe portare Trump alla vittoria? 

"Secondo me Trump è sempre strato vicino alla vittoria, anche se l’establishment americano tutto intero, inclusi i più importanti giornali, ha fatto di tutto per far credere che, invece, la signora Clinton era in grande vantaggio. Non lo è mai stata e gran parte dei sondaggi sono stati falsati perché si riferivano al pubblico che di solito va a votare, ma non toccavano il pubblico che, invece, ha toccato in profondità la campagna elettorale di Trump. Che la Clinton fosse in vantaggio rilevante io non l’ho mai creduto; lo credo ancora meno adesso perché c’è un intreccio di colpi e contro-colpi sotto la cintura che l’uno schieramento sta infliggendo all’altro. Per questo dico che in America siamo uno stato di colpi di Stato e contro-colpi di Stato. Detto tutto questo, ritengo però che la Clinton vincerà le elezioni anche se le perde". 

In che senso?

"Nel senso che l’èlite politica ha già predisposto, a mio avviso, scenari di emergenza. Siccome siamo in clima di colpi di Stato, uno scenario di emergenza assolutamente possibile è l’invalidamento delle elezioni e il ricorso alla legge marziale. Io ritengo che questo faccia parte della soluzione di emergenza". 

Asse Putin-Trump, asse Putin-Hillary. Come stanno evolvendo questi scenari?

"L’asse Putin-Trump non c’è mai stato, i due non si sono mai parlati. L’invenzione dell’asse Putin-Trump deriva dal fatto che Putin ha detto che vuole una America meno esposta verso l’esterno; questa cosa che ha fatto infuriare il complesso militare industriale e l’èlite politica. L’asse Putin-Trump è stato costruito da Washington al punto tale che Biden è arrivato a dire in televisione che la gente non sa quanto possono fare i russi per cambiare anche sostanzialmente il risultato elettorale dell’America, dichiarando – di fatto – al mondo intero che gli Stati Uniti sono diventati una sorta di ‘repubblica delle banane’ perché non è in grado di controllare neanche le sue elezioni se il principale avversario può modificarne l’esito. Putin è stato prudentissimo fino ad ora, non ha voluto mai in nessuna occasione pubblica schierarsi per nessuno. E’ ovvio che tutti in Russia temono l’elezione della Clinton, perché è noto che la signora Clinton va gridando ai quattro venti che vuole mettere la ‘No Fly Zone’ in Siria e quindi temono un aggravamento della situazione. E’ la preoccupazione per una posizione oltranzista della Clinton che vuole ripetere con la Siria la situazione che ha già creato con la Libia. Putin è preoccupato di questo ma non l’ha mai detto; lo dico io perché sono un osservatore attento delle cose russe". 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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