Giovanardi (Pdl): «Gli scissionisti sono quelli usciti dal Pdl per rifondare Forza Italia. Ora i partiti sono due»

03 ottobre 2013 ore 12:39, Francesca Siciliano
Giovanardi (Pdl): «Gli scissionisti sono quelli usciti dal Pdl per rifondare Forza Italia. Ora i partiti sono due»
Salito agli onori delle cronache (e nei tt di Twitter) due giorni fa, quando dichiarò di essere pronto con  30-40 senatori pidiellini a varare un nuovo gruppo a Palazzo Madama “diversamente berlusconiano”, Carlo Giovanardi intervistato da IntelligoNews all'indomani della fiducia all’esecutivo la definisce una vittoria per il Paese. E adesso si possono rinsaldare le fila del partito? «Non si tratta di rinsaldare le fila del partito, perché i partiti sono due: Il Pdl e Forza Italia». E' perentorio Giovanardi: «Sarà difficile superare tutto il caos degli ultimi giorni». Ma guai a definirlo uno scissionista: «Gli scissionisti sono quelli che se ne sono andati in Forza Italia, noi io che resto nel Pdl». Onorevole Giovanardi, chi ha vinto ieri: Berlusconi o Alfano? «Ha vinto il Paese. Il consolidamento della larga maggioranza di governo consentirà di lavorare al meglio e affrontare le importanti scadenze che dovremo affrontare nei prossimi mesi». E a livello parlamentare? «Il governo ne esce rafforzato così pure come la maggioranza parlamentare». Come è stata vista la marcia indietro del Cavaliere? «Perché la chiamate retromarcia? Il suo è un passo avanti. Il dibattito parlamentare serve anche a questo, a far cambiare idea anche a un leader. Il discorso in Aula del premier Letta ha reso palese il fatto che non ci fossero le condizioni per sfiduciarlo, visto che il Pdl ha 5 ministri così importanti in quell'esecutivo. Il voto contrario di Berlusconi e di una parte del Pdl sarebbe stato controproducente, soprattutto agli occhi dell'opinione pubblica». Quindi ora il governo è solido, durerà oltre la primavera 2014? «Credo proprio di sì, almeno per il prossimo biennio questo governo ha le carte in regola per garantire stabilità al Paese». E' solido anche il Pdl? Avete cambiato idea sulla scissione? «Tanto per cominciare non mi piace il termine scissione, anche perché noi non ci siamo scissi da nulla». Ci avete provato però... «Abbiamo preso atto che Berlusconi ha fondato di nuovo Forza Italia e chi vorrà andarci ci andrà. Noi, invece, vogliamo rimanere nel Pdl, un partito collegato al Ppe, democratico e popolare». Ci sarà un seguito al documento firmato ieri? «Quel documento non era nient'altro che una mozione di sostegno al governo che comunque ha ottenuto la fiducia». Quindi le cose sono tornate a posto, non ci saranno ripercussioni? «Sicuramente c'è sul tappeto una questione molto importante, ma riguarda i due partiti: chi vorrà andare in Forza Italia e chi vorrà rimanere nel Pdl; è di questo che parleremo nelle prossime ore e nei prossimi giorni. Io non sono mai stato in Forza Italia, neanche in passato, ed è per questo che non vi entrerò neppure adesso. Ma non per questo posso essere definito uno scissionista. Le faccio un esempio: lei è una giornalista e lavora in giornale, se il suo direttore volesse fondare un nuovo quotidiano ma lei decidesse di non seguirlo... si definirebbe una scissionista?». Quindi gli scissionisti sono quelli che sono transitati in Forza Italia? «E' chiaro: sono loro che hanno deciso di andarsene!» Berlusconi non si sente uno scissionista, anzi: probabilmente accusa voi di tradimento. «Berlusconi ha votato la fiducia ieri mattina». Non crede l'abbia fatto perché messo alle strette? «La politica è passione e noi comunque non siamo dei burattini che prendono ordini». Tralasciando lei che fin da subito disse di non voler entrare in Forza Italia altri, come Alfano e Cicchitto, erano intenzionati a seguire il Cavaliere nel nuovo partito. Ora, però, qualcosa è cambiato? «Certo, qualcosa è cambiato: nell'ultima settimana i cosiddetti falchi ne hanno combinate di tutti i colori; hanno fatto sì che Berlusconi compiesse delle azioni particolarmente gravose e che gli si sono rivoltate contro. Tutto questo non si può superare facilmente. E questo Berlusconi, in cuor suo, lo sa».
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