"Sii gentile con gli animali o ti ucciderò". Caporale (Animalisti Italiani): "C'è un limite e ve lo spiego"

03 ottobre 2014 ore 10:37, Orietta Giorgio
'Sii gentile con gli animali o ti ucciderò'. Caporale (Animalisti Italiani): 'C'è un limite e ve lo spiego'
“Sii gentile con gli animali o ti ucciderò”, questa la frase choc che Morrissey, l’ex leader dei The Smiths, ha scelto per dichiarare di nuovo il suo impegno a favore degli animali. Il cantante, vegano da anni, già nel 1985, aveva espresso il suo "pensiero cruelty free" intitolando il secondo LP “Meat Is Murder”, ovvero “La carne è omicidio”. La frase "minacciosa" è stata stampata su t-shirt in vendita a breve nel Regno Unito, poi negli USA. Siamo di fronte ad una provocazione lecita? Insomma... a mali estremi estremi rimedi, o no? IntelligoNews ha chiesto un parere a Walter Caporale, presidente Associazione Animalisti Italiani Onlus. Cosa ne pensa della frase scelta da Morrissey in difesa degli animali? «Credo che le provocazioni siano sempre utili, vadano sempre fatte e accettate. Anche io, come "Animalisti Italiani", ne ho fatte sempre tante, però credo che ci sia un limite oltre il quale non bisogna andare, che è quello del rispetto delle persone. E' necessario operare nella non violenza, dire “ti uccido se non sei gentile con gli animali” penso sia un messaggio negativo, avulso e lontano dalla cultura occidentale, potrebbe essere uno stimolo indiretto per qualche ragazzo, oppure, per qualche “imbecille”, passatemi il termine, che potrebbe prendere alla lettera il messaggio in realtà puramente provocatorio. Parlare di violenza è sbagliato, sempre. Noi dobbiamo fare riferimento alla non violenza di Gandhi, Martin Luther King, Nelson Mandela, che hanno lottato per i diritti umani, civili e animali ma senza mai esaltare la violenza o l’uso delle armi». Morrisey  ha dichiarato: "Se credi nei macelli allora sosterresti anche Auschwitz. Non c’è alcuna differenza. Le persone che non sono d’accordo con questa affermazione probabilmente non hanno mai messo piede in un mattatoio"… «Questo è un accostamento provocatorio piuttosto forte ma che, forse, ha motivo di essere. Come aveva scritto la grande scrittrice Marguerite Yourcenar, frase poi ripresa anche da Linda McCartney: se i mattatoi avessero le pareti di vetro probabilmente l’80-90% delle persone non mangerebbe più carne perché vedrebbe la sofferenza degli animali, il sangue, il dolore, l’uccisione, la morte. E’ una provocazione molto dura, forte, ma si può accettare, proprio in nome di quella violenza crudele e gratuita di cui gli uomini sanno macchiarsi. Credo, comunque, sia meglio trovare altre forme di comunicazione, sempre forti ma più possibili. Provocazioni eccessive rischiano di ottenere l’effetto contrario».
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