Ad Aleppo svelata l'ipocrisia Usa: l'opposizione moderata non esiste

03 ottobre 2016 ore 10:06, Adriano Scianca
La battaglia di Aleppo sta portando allo scoperto tutta l'ambiguità della posizione occidentale, che continua a sfruttare il feticcio puramente artificiale della cosiddetta “opposizione moderata” ad Assad. Separare milizie jihadiste e opposizioni “democratiche” è do fatto impossibile: le due realtà combattono fianco a fianco, quando non sono direttamente la stessa cosa celata dietro un gioco di scatole cinesi fatto di sigle e raggruppamenti che cambiano continuamente nome. La potenza militare dei ribelli è infatti quasi interamente dovuta alle forze islamiste e ai loro potenti sponsor internazionali. 

Ad Aleppo svelata l'ipocrisia Usa: l'opposizione moderata non esiste
Sostenere i “moderati” a scapito dei terroristi non solo è tecnicamente impossibile, ma sarebbe anche svantaggioso verso i “moderati” stessi, che non avrebbero più l'ombrello militare del loro braccio armato più consistente. Questo fattore pesa del resto sui rapporti tra Usa e Russia, i due principali attori militari e diplomatici nell'area. Mosca è stata molto dura nell'attribuire a Washington un ruolo di sotanziale protezione dei terroristi: “Ora è chiaro – ha detto il ministro degli esteri Serghiei Lavrov – che il loro scopo fosse quello di risparmiare Jabhat Al Nusra, probabilmente per qualche piano B. Tutto il problema della situazione attorno ad Aleppo consiste nel fatto che gli Stati Uniti e la Coalizione non possono e, infatti si rifiutano, di separare l’opposizione da Jabhat Al Nusra e dai terroristi che si sono uniti ad essa". 

Invece noi vediamo che sempre più gruppi si uniscono ad Al Nusra. Ogni volta che noi colpiamo Jabhat Al Nusra – ha proseguito il ministro russo – ci dicono che questo non va fatto, perché vicino a loro, tra di loro, ci sono persone buone”. Mosca ha anche respinto come “non attendibile” l’informazione dell’Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus) secondo cui sono 3.804 i civili morti in un anno di raid aerei russi in Siria, dal 30 settembre del 2015. Il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, citato dalla Tass, è stato categorico: “Noi non riteniamo attendibile l’informazione di questa organizzazione, che ha base in Gran Bretagna, su cosa sta avvenendo in Siria”.

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