Germano è l'ultimo Francesco d'Assisi al cinema: il suo Santo sognatore - TRAILER

03 ottobre 2016 ore 23:59, intelligo
di Eleonora Baldo

Uscirà nelle sale giovedì - due giorni dopo le celebrazioni per le festività di San Francesco d’Assisi, patrono d’italia – il film “Il sogno di Francesco”, interpretato dal premiatissimo attore italiano Elio Germano.

A differenze delle precedenti interpretazioni – prima di lui hanno prestato il volto al celebre Santo attori come Raoul Bova, Ettore Bassi– sarà “un Francesco risolto che fa del suo esempio personale un modo per comunicare, mettendosi al di sotto delle cose” ha dichiarato Germano dal palco della Basilica di S. Maria degli Angeli, suggestiva cornice della serata pre-inaugurale del Terni Film Festival, in occasione della quale è stato presentato il film alla stampa e consegnato il premio alla carriera all’attore che in questo film ha dato l’ennesima dimostrazione della propria versatilità e bravura interpretativa. Qualità che da tempo lo hanno lanciato nel gotha degli attori più talentuosi della nuova generazione e a cui non sono rimasti insensibili i registi della pellicola – Renaud Fely e Aranaud Lauvet – che hanno fortemente voluto Germano per la parte, “ È un attore vibrante, che sa essere in relazione con quanto lo circonda che si tratti di uomini o natura” hanno dichiarato.

Perfetto quindi per interpretare un Francesco nuovo, o meglio diverso rispetto a quanto riportato fino ad oggi dalla tradizione cinematografica; un Francesco non più unico protagonista, ma primus inter pares di una narrazione corale, la cui trama è incentrata sull’istituzionalizzazione della Regola francescana e sul braccio di ferro che viene intrapreso dal Santo, con la mediazione dell’amico fraterno Elia da Cortona, con il Papato, che sempre più affascinato dalla dimensione temporale del potere, certo non può riconoscere una confraternità che vuol fare della povertà e dell’abolizione di ogni forma di ricchezza che non sia quella spirituale la propria regola di vita. Saranno proprio i tentativi di mediazione effettuati da Elia da Cortona a mettere in luce le diverse visioni della vita e della fede tra lui e Francesco e ad incrinarne il rapporto di amicizia, evidenziando la natura più umana “perché pieno di contraddizioni, quasi shakespeariano nella difficoltà degli uomini di approcciarsi a questioni così complicate” rispetto a quella più risoluta di Francesco che “non ha dissidi interni, non è in lotta con i propri demoni, non ha bisogno di apparire, di essere il giullare di Dio” come ha precisato Germano.

Il film, ambientato nel 1209 ad Assisi, girato tra Gubbio e la Francia del Sud, vuole riproporre il “sogno di Francesco”, ovvero l’ambizione di dare vita ad un ordine sociale basato sugli istinti di fraterna benevolenza, in netto contrasto con il dilagante individualismo che caratterizza la società attuale, in cui tutti inseguono i propri interessi senza curarsi delle conseguenze sulla realtà circostante e dove gli spazi di condivisione sono ridotti al minimo, anche a causa dell’isolamento indotto dall’utilizzo sfrenato delle nuove tecnologie. 

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