Poletti parla di risorse e stabilizzazione : aggiornamenti su 14ma

03 ottobre 2016 ore 13:25, Luca Lippi
Di giorno in giorno si susseguono aggiustamenti e compensazioni all’impianto della riforma delle pensioni, soprattutto a margine della compilazione dei capitoli di spesa da inserire nella prossima legge di stabilità. 
È proprio Giuliano Poletti a illustrare le ultime novità sulle misure che verranno introdotte con la prossima Legge di Bilancio.
Nel corso di una trasmissione televisiva il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali ha parlato dell’estensione della quattordicesima:” Per chi ce l’ha sarà intorno al 30%“, ha affermato Poletti. Invece alcuni che prima non ne godevano, ne diventeranno beneficiari: ”Chi aveva da una volta e mezzo a due volte il minimo, non aveva la quattordicesima, ora l’avrà“. Stiamo parlando di un milione d’italiani.
Ha poi rassicurato che nella prossima manovra finanziaria si risolverà la questione delle ricongiunzioni che non saranno più onerose: ”Quest’ultima era una cosa paradossale: un lavoratore che aveva prima lavorato nel privato e poi nel pubblico doveva pagare per ricongiungere le due posizioni. Abbiamo pensato che fosse una cosa ingiusta”, ha sottolineato Poletti. 
Nella legge di Stabilità entrerà anche l’Ape, l’anticipo pensionistico, che il Ministro ha descritto come “un’opportunità per i cittadini, di un atto di libertà“. Ma la cosa più significativa delle riforme per Poletti è il principio ispiratore: non tutti i lavori sono uguali e l’aspettativa di vita di una persona dipende dal lavoro che si svolge.

Poletti parla di risorse e stabilizzazione : aggiornamenti su 14ma

Riguardo le risorse necessarie per le riforme, il Ministro del lavoro ha chiarito che nella prossima Legge di Bilancio per le misure sulle pensioni saranno investiti circa due miliardi di euro, a causa del carattere strutturale degli interventi. 
Le cifre che saranno destinate alla previdenza seguiranno una progressione: un po’ meno di 2 miliardi il primo anno, intorno ai 2 miliardi il secondo e oltre 2 miliardi il terzo anno. “Quello che non spendiamo il primo anno, lo spendiamo il terzo proprio perché le misure si incrementano nel tempo”, ha precisato Poletti.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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