Funerali privati (coi dipendenti) del patron Caprotti: giù le serrande di Esselunga

03 ottobre 2016 ore 12:41, Americo Mascarucci
Circa 200 persone hanno riempito questa mattina la piccola chiesa di San Giuseppe a Milano per dire addio al fondatore di Esselunga Bernardo Caprotti, morto venerdì scorso all'età di 90 anni.
Ai funerali, voluti dalla famiglia in forma privata, hanno partecipato quasi esclusivamente i parenti e i collaboratori più stretti di Caprotti.
La salma verrà tumulata nel cimitero di Albiate, in provincia di Monza, dove l'imprenditore era nato nel 1925. 
Questa mattina, in segno di lutto, sono stati chiusi tutti i punti Esselunga. 
Sedute in prima fila, le due famiglie dell'imprenditore: a sinistra la seconda moglie Giuliana Albera e la figlia Marina Sylvia, a destra i figli nati dalla prima unione, Giuseppe e Violetta. 
Mercoledì è attesa la lettura del testamento, destinato a mettere forse la parola fine nella guerra alla successione aperta con i figli.  

"Bernardo Caprotti datore di lavoro", si leggeva sul badge che il Signor Esselunga aveva appuntato sulla giacca blu all'inaugurazione del superstore che finalmente riusciva ad aprire a Prato, nel luglio 2014. 
"Ho scritto datore di lavoro perché è il ruolo più importante che possa dichiarare.Abbiamo migliaia di dipendenti e la più grande soddisfazione è constatare che per tutti loro e le rispettive famiglie Esselunga rappresenta una sicurezza, la base di una serenità che purtroppo vedo mancare per molte persone, di questi tempi".
Funerali privati (coi dipendenti) del patron Caprotti: giù le serrande di Esselunga
E Caprotti dai suoi dipendenti non era percepito affatto come un padrone.
Simpatico, gentile, amabile, amava trattare tutti allo stesso modo, intrattenendosi nei punti vendita da lui fondati con commesse, fattorini, magazzinieri, senza mai mostrarsi autoritario, ma trattando tutti, dirigenti e semplici impiegati, come parte di un'unica grande famiglia.
E' per questo che oggi i suoi dipendenti piangono la morte di un grande uomo, imprenditore, "padre" più che padrone.


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