L'ex grillina Mucci: “Pizzarotti per mesi sulla graticola e come ‘mobbizzato’: non ha parlato a caso"

03 ottobre 2016 ore 12:50, Lucia Bigozzi
“Pizzarotti non le ha mandate a dire e non poteva fare altrimenti dopo essere stato tenuto per mesi sulla graticola, prima messo da parte e se vogliamo anche ‘mobbizzato’, pensiamo a Imola e Palermo”. E’ netta la lettura di Mara Mucci, ex parlamentare 5S oggi nel Misto con Alternativa Libera Possibile, che con Intelligonews commenta l’addio del sindaco di Parma a Beppe Grillo. 

Pizzarotti se ne va non senza lanciare accuse. Ha dichiarato di parlare “da uomo libero mentre altri hanno paura”. A chi si riferisce, solo a Grillo?

"Di certo non le ha mandate a dire: ha ripercorso i tratti salienti non solo dell’ultima sua esperienza come sindaco, ma soprattutto del suo percorso dentro il Movimento da quando è nato. Lui quando ha parlato di mancanza di coraggio, ha fatto riferimento a un esempio che, credo, parli da solo. Ha infatti spiegato di come incontrava in modo abbastanza fugace alcuni parlamentari per la paura di questi ultimi di essere definiti ‘pizzarottiani’, perché si creano i soliti meccanismi per cui tu sei buono, tu sei cattivo, ti segui fedelmente la linea, tu devi essere attenzionato.  Pizzarotti non dice queste cose a caso perché è stato uno dei tanti a viverle sulla sua pelle, ha fatto l’esempio anche di De Franceschi, altro caso di grande ingiustizia e di comportamento ondivago del Movimento 5S".

L'ex grillina Mucci: “Pizzarotti per mesi sulla graticola e come ‘mobbizzato’: non ha parlato a caso'
Ma perché il M5S lo ha lasciato per mesi nel limbo, quasi come fosse rimandato senza bocciatura? Che idea si è fatta?

"Non poteva fare altrimenti: è stato tenuto mesi sulla graticola, prima messo da parte, se vogliamo anche ‘mobbizzato’ perché comunque non veniva invitato agli eventi e quando accadeva era l’invito come Consiliatura, pensiamo a Imola, mentre a Palermo addirittura non gli hanno nemmeno consentito di fare un banchetto esplicativo dell’attività amministrativa per il Comune di Parma. Per cui, dopo mesi che sei stato in balia di una decisione del garante che non arrivava, ha preso la sua decisione. Tra l’altro osservo una contraddizione: si dice siamo il popolo della rete però poi per prendere una decisione così importante ci metti quattro mesi e ancora non hai deciso. Lui ha detto una cosa importante: è arrivata prima la magistratura archiviando la mia posizione totalmente inconsistente, che il pronunciamento del garante di Grillo e in tutto questo ci sono stati i casi di Roma, speculari al suo, ma con tutto un altro trattamento. Pizzarotti dice un’altra cosa importantissima: pensate cosa sarebbe successo se io avessi chiamato ad assessore all’ambiente un ex dirigente di Iren, la municipalizzata dei servizi?". 

Pizzarotti ha accusato di “codardia” il Direttorio: perché, a cosa si riferisce e condivide la sua posizione?

"Lui spiega bene la genesi del Direttorio, un Direttorio calato dall’alto, di nominati, senza la possibilità di scegliere chi poteva farne parte ma creando una rosa tuo piacimento per cui indichi cinque persone e dici: sono le più belle vi piacciono? E questo è alla stregua di una legge elettorale con lista bloccata. Dopodichè loro sono stati insigniti di questo ruolo ma hanno come piegato la testa e seguito fedelmente ciò che veniva calato dall’alto. Tutto questo nel momento in cui c'è un sindaco che dice venite a parlare con me e nessuno lo ha fatto, nessuno ha risposto a una mail o un messaggino, è imbarazzante. Pizzarotti è sindaco di un Comune grande che ha ereditato largamente indebitato e ha risanato per oltre il 45 per cento con un grande sforzo, e tu che fai? Non gli rispondi al telefono? Questa è codardia, perché se gli avessero risposto al telefono avrebbero dovuto ammettere che aveva ragione lui". 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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