Omicidio Loris, per pm Veronica "bugiarda cronica": rischia 30 anni

03 ottobre 2016 ore 14:04, Americo Mascarucci
"Veronica Panarello manipolatrice e bugiarda cronica. Con Lorys non c'era un normale rapporto tra madre e figlio. Lo trattava da amico e non da figlio".
Così il pubblico ministero del processo per l'omicidio del piccolo Loris Stival ha descritto in aula il rapporto esistente fra Veronica Panarello e il figlio, morto strangolato con delle fascette da elettricista il 29 novembre 2014 a Santa Croce Camerina, nel ragusano. 
Gli inquirenti restano convinti che ad uccidere il piccolo sia stata la donna per la quale l'accusa è pronta a chiedere 30 anni di carcere. Una condanna esemplare che il Gup Andrea Reale dovrà vagliare nei prossimi giorni per poi arrivare a sentenza entro metà ottobre. 
La Panarello ha rilasciato nei giorni scorsi delle dichiarazioni spontanee per ribadire che ad uccidere il figlio sarebbe stato il suocero Andrea Stival con il quale la donna avrebbe avuto una relazione
Loris secondo la ricostruzione fatta dalla Panarello in aula avrebbe sorpreso la madre insieme al nonno e quest'ultimo lo avrebbe ucciso per impedirgli di rivelare tutto al figlio.

Omicidio Loris, per pm Veronica 'bugiarda cronica': rischia 30 anni
Tesi però che non ha convinto gli inquirenti per i quali non esisterebbero prove circa l'effettiva presenza del nonno sul luogo del delitto, così come dalle indagini non sarebbero emersi elementi tali da far supporre anche lontanamente il possibile coinvolgimento di Andrea Stival nell'omicidio.
Secondo il Pm dunque Veronica mente, ha sempre mentito per sviare le responsabilità e forse vendicarsi del suocero. Lei e soltanto lei, sarebbe l'assassina del piccolo Loris. 
Per questo l'accusa sarebbe orientata a chiedere per lei 30 anni di carcere. 


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