Che fine ha fatto Sabrina Ciuffini?

03 ottobre 2016 ore 14:15, intelligo
di Anna Paratore 

Probabilmente, i più giovani dei nostri lettori faranno fatica a rammentare chi sia Sabrina Ciuffini che, ormai da troppi anni, manca dalla televisione italiana. Eppure a questa ormai gradevole sessantenne appartiene un primato mica male, quello di essere stata niente meno che la “prima valletta parlante” del nostro piccolo schermo.
L’avventura di Sabrina Ciuffini inizia verso la fine degli anni ’60.  La ragazza è carina, fresca, il tipo alla Sandy Show, nota cantante dell’epoca, con il corpo filiforme, i capelli lunghi e lisci portati sciolti sulle spalle senza pretese, e un trucco leggero giusto per sottolineare la forma degli occhi.  
E’ il modello di bellezza che si sta facendo strada in quegli anni, sostituendosi alle ragazze prosperose e cotonate che avevano rappresentato la seduzione solo qualche anno prima. Sabrina, per quello stereotipo è assolutamente perfetta. Gira qualche Carosello, ma a cambiarle davvero la vita è Mike Bongiorno che la vede per caso all’uscita del liceo classico Giulio Cesare, in zona Trieste, a Roma, che Sabrina frequenta. La fa contattare e la convince a presentarsi ai provini per la prima “valletta parlante”, una nuova figura televisiva che Mike, come sempre antesignano, ha in mente già da un po’ di tempo per i suoi programmi.
Sabrina va, e sbaraglia la concorrenza, mettendosi alle spalle gente come Claudia Rivelli, famosa diva dei fotoromanzi dell’epoca, nonché sorella maggiore di Ornella Muti, e futura moglie di Gianfranco Leone. Di punto in bianco, questa giovane sconosciuta si ritrova perciò catapultata nella prima serata TV in uno dei quiz di maggior successo di Mike Bongiorno, che all’epoca significa share facilmente sopra i 10milioni di spettatori. A differenza delle vallette che l’hanno preceduta a fianco a Mike, Sabrina ha la possibilità di inserirsi nei dialoghi della trasmissione e non è solo la bella immagine sorridente di ragazza addetta a passare al conduttore “veline” o qualsiasi altra cosa gli occorra in scena.  Ride, risponde, chiacchiera Sabrina e, se anche ora tutto ciò può apparire quanto meno surreale, all’epoca è davvero una rivoluzione che incanta il pubblico, così come lo incantano le prime minigonne che Sabrina [iimage:right]sdogana sullo schermo senza troppi problemi. Mike le fa in proposito le sue non sempre delicate battute ma, da “animale televisivo” qual è, ha capito come la ragazzina gli faccia gioco e come sia una sorta di valore aggiunto al suo Rischiatutto.
E il successo, inevitabilmente, arriva. Non a caso, infatti, Sabrina Ciuffini affiancherà Mike Bongiorno per tutte e cinque le stagioni del quiz, dal 1970 al 1974, raggiungendo una notevole fama personale tanto che Mike la chiama accanto a sé anche alla conduzione del Festival di Sanremo del 1975.  Insomma, il successo è tanto, ma ecco che Sabrina, dopo la fine della collaborazione con Mike Bongiorno effettua delle scelte che probabilmente seppur eclatanti nell’immediato, alla lunga non la ripagheranno quanto meritava. La sua immagine è quella della “brava ragazza della porta accanto”, immaginatevi dunque lo scalpore quando alcune sue immagini senza veli compaiono sulle pagine patinate di Playboy. Quando Sabrina si rende conto dell’errore, probabilmente è però troppo tardi. Così, se anche lei tenta una difesa in extremis sostenendo che le fotografie in questione siano state pubblicate senza la sua autorizzazione e denuncia la rivista, ormai l’immagine acqua e sapone si è perduta per sempre. Così Sabrina accetta di recitare nel film erotico Oh, mia bella matrigna dove appare nuda, un peccato davvero veniale visto ai giorni d’oggi, ma quasi uno scandalo nazionale all’epoca.  Così a mano a mano, la carriera di Sabrina Ciuffini si spegne, anche se ancora per molto lei continuerà a girare nel mondo della TV.  La nota anche Silvio Berlusconi, che sembra perdere la testa per lei al punto di scommettere 10 milioni di lire – all’epoca proprio una bella sommetta – con lo stesso Mike, sostenendo che alla fine sarebbe riuscito a conquistare la bella valletta. In realtà, non ci riuscirà, perderà la scommessa con Bongiorno e riceverà un sonoro due di picche da Sabrina.
Lei, dopo una breve esperienza al fianco di Enzo Tortora, sempre come valletta, incide anche un disco. Dire che canti è forse un po’ esagerato, infatti il 45 giri intitolato No, no, no e pubblicato da Atlantic Records, è un brano erotico dal testo minimale tipo Je t'aime... moi non plus, in cui Sabina Ciuffini pronuncia una serie di "no" per tutto il tempo, lasciando intendere di essere nel bel mezzo di un amplesso. La “canzone” viene scritta da Paolo Limiti, che certo non deve averci faticato, su musica di Umberto Napolitano. 
Dopo l’esperienza canora, se così vogliamo dire, Sabrina Ciuffini si dà al giornalismo. Lavora per TV Sorrisi e Canzoni per la quale si occupa di una serie di interviste a celebrità dello spettacolo ma non solo, del calibro di Federico Fellini, Enzo Ferrari, Giulio Andreotti, Agnelli, e grazie alle quali riscuote un grandissimo successo. Seguiranno alcune conduzioni in TV,  Questa pazza pazza neve con Claudio Lippi e M’ama non m’ama, con Marco Predolin sulla neonata Rete4.  Poi, all’improvviso lascia il modo dello spettacolo per darsi all’imprenditoria femminile.  Nel 1997 fa poi un’apparizione in qualità di "esperto" ad Anima mia, trasmissione revival di Rai 2 sugli anni settanta condotta da Fabio Fazio e Claudio Baglioni, che ottiene consensi sia di pubblico che di critica e vince un Telegatto. Nel 1999, Sabrina partecipa alla fiction televisiva Questa casa non è un albergo, in onda su Retequattro. 
Oggi, Sabrina Ciuffini è alle prese con una nuova avventura che la sta coinvolgendo molto, anche perché si svolge nel sociale, un settore per cui la Ciuffini si è sempre sentita parte attiva. Racconta lei stessa: “Ho creato il portale ‘Unaqualunque.it' ed il fatto che tanta gente mi riconosca e mi voglia bene fa sì che io possa avere accesso a tantissime storie di gente comune. Si parla di tutto, della paura per i figli, del parto, dell'amore, ma soprattutto del fatto di essere tutte accomunate dalla stessa esperienza: noi donne siamo un valore per tutti, ma non vediamo i nostri diritti riconosciuti”. Poi continua: “Penso che sia urgente lavorare su ciò che abbiamo in comune, perché la questione femminile è il catalizzatore più forte del terzo millennio. È davvero un patrimonio di tutte. Il portale è un gruppo creativo al servizio dell'associazionismo femminile di tutti i generi. Noi pensiamo che le donne italiane, che sono un milione e mezzo più degli uomini, siano un brand planetario che può fare massa critica per lavorare sui temi basici: la famiglia, la casa, la scuola, gli anziani, ovvero tutto quello che sta sulle nostre spalle. Se riusciamo ad aggregarci possiamo migliorare le nostre condizioni di vita non fra cent'anni, ma fra poco”. (fonte: http://www.funweek.it/).

autore / intelligo
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