Mafia, i dubbi di Genchi sulle intercettazioni di Riina

03 settembre 2014 ore 10:00, intelligo
Mafia, i dubbi di Genchi sulle intercettazioni di Riina
Un post su Facebook sul caso Riina. O meglio sulle intercettazioni del boss di Cosa Nostra in carcere. Questione che a Gioacchino Genchi, informatico ed esperto di telefonia, suscita più di una perplessità. Il concetto di fondo è che Riina non poteva non sapere di essere sotto controllo 24 ore su 24.
“C’è qualcuno che ha ancora qualche dubbio sul fatto che Totò Riina fosse perfettamente consapevole di essere intercettato nel cortile del carcere di “Opera”?. Domanda retorica alla quale Genchi fa seguire la risposta: “Un uomo accorto e previgente come lui che non ha mai usato nella vita un cellulare e che ha sempre raccomandato ai suoi (compresi i figli, che non l’hanno ascoltato) di non utilizzarli, pensate possa incappare casualmente in una intercettazione in un carcere di sicurezza, al regime del 41 bis, in cui l’intercettazione permanente audiovisiva dei detenuti è un fatto notorio per tutti? Se tutto questo sembra poco per convincervi della burla che Riina si sta prendendo delle Istituzioni e dei magistrati che la alimentano, basti considerare che nella sua vita - specie quando era latitante - non è mai incappato inconsapevolmente in una sola - dicasi una - intercettazione telefonica e/o ambientale”.
autore / intelligo
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