Uccelli marini "mangia-plastica": allarme dall'Australia

03 settembre 2015, Americo Mascarucci
Uccelli marini 'mangia-plastica': allarme dall'Australia
Gli uccelli marini rischiano di fare “indigestione di plastica” visto che sempre più spesso si nutrono di rifiuti di plastica abbandonati in mare.
L’allarme lo hanno lanciato i ricercatori dell’Imperial College di Londra e della Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation (Csiro) in Australia. 

Secondo le stime rilevate dagli esperti, il 90% degli uccelli marini, albatros, berte e pinguini, ha ingerito plastica di vario tipo finiti in mare dalla terraferma.«Si tratta di una quantità enorme e indica quanto pervasivo sia l’inquinamento della plastica in mare», ha sottolineato Chris Wilcox, coautore dello studio che, nel corso di una ricerca precedente, ha stimato che più di 4,8 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica finiscono negli oceani ogni anno. 

Nel 1960 la plastica era stata trovata nello stomaco di meno del 5% degli uccelli marini ma nel 2010 la percentuale era salita già all’80%. 

Entro il 2050, stando alle stime dei ricercatori, circa il 99% degli uccelli marini avrà ingerito sacchetti di plastica, bottiglie o fibre finite in mare.  

E’ anche per questo che ogni anno centinaia di volontari in tutto il mondo si impegnano a pulire le coste, rimuovendo tonnellate di rifiuti di plastica destinasti altrimenti a disperdersi nei mari e a finire nello stomaco degli uccelli con il rischio per questi di restare soffocati. Ma perché gli uccelli marini andrebbero a mangiare le buste di plastica? Secondo gli esperti ciò sarebbe provocato dal fatto che i colori vivaci della plastica spesso e volentieri traggono in inganno gli animali che scambiano la plastica per cibo; L’impatto sulla loro salute può essere devastante: da varie forme di avvelenamento fino alla morte. Secondo i ricercatori, l’emergenza è particolarmente grave per gli uccelli marini che vivono a ridosso delle coste meridionali dell’Australia, oltre che del Sud Africa e del Sud America. 

«Siamo molto preoccupati per la sopravvivenza di specie come pinguini e albatross giganti che vivono in tutte queste aree», ha sottolineato Erik van Sebille dell’Imperial College. Diversa è invece la situazione per le grandi e piccole «isole» di rifiuti che galleggiano nel mezzo degli oceani. «Hanno densità elevatissime di plastica, ma pochi uccelli vivono in queste aree e, quindi, per loro l’impatto è ridotto» (mentre l’Sos scatta per i pesci). «Migliorare la gestione dei rifiuti è quindi fondamentale, secondo Hardesty - anche semplici misure possono fare la differenza: per esempio riducendo gli imballaggi e vietando gli articoli usa e getta». Anche perché gli uccelli marini non conoscono purtroppo la raccolta differenziata! 
 

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