Unioni civili, Roccella (Ncd): "Io sono d'accordo con la Manif. Ma non sarà un voto di partito"

03 settembre 2015, Adriano Scianca
Unioni civili, Roccella (Ncd): 'Io sono d'accordo con la Manif. Ma non sarà un voto di partito'
“A nome del popolo del 20 giugno chiedo sul chiaro 'No' di Ncd al ddl Cirinnà la massima onestà intellettuale e compattezza politica”. Così, in un'intervista a IntelligoNews, si è espresso il portavoce di Manif Pour Tous Italia, Filippo Savarese. Abbiamo contattato Eugenia Roccella, deputata del partito alfaniano, per sapere se Nuovo Centrodestra raccoglierà l'appello. 

Onorevole, cosa risponde all'invito di Manif pour tous Italia? 

«Sono assolutamente d'accordo con questo appello. Ncd ha un'identità precisa, credo che su questo tema sia in discussione una questione identitaria, per noi»

Quindi voterete no?

«Beh, di sicuro non sarà un voto di partito e ci sarà tutta la libertà che un voto del genere richiede per chi viene da altre estrazioni politiche. Cicchitto, per esempio, ha sempre espresso con grande chiarezza le sue opinioni in merito. È comunque, come ho detto, un voto identitario che richiama le nostre radici culturali». 

Si parla di modifiche al testo, di compromessi... Scenderete a patti, come anche Savarese teme? 

«Io non sono al Senato, sto a quello che leggo e che mi dicono i miei colleghi. In generale, tuttavia, le modifiche al testo che ci sono state proposte sin qui sono assolutamente non decisive e non significative. Prendiamo l'emendamento Fattorini, che definisce le unioni civili un “istituto originario” per distinguerlo dal matrimonio. Ebbene, i costituzionalisti hanno chiarito che si tratta di una modifica che non garantisce affatto da futuri ricorsi ai tribunali europei, i quali non interessa in che modo viene denominata l'istituzione ma che confronta unicamente i diritti attribuiti alle unioni civili con quelli attribuiti al matrimonio. Non si lasciano incantare dalle nostre sottigliezze, il confronto è sula sostanza». 

Altri ostacoli insormontabili quali sono? 

«Noi abbiamo sempre chiarito che la premessa fondamentale per iniziare a parlare di questo argomento è che ci sia chiarezza sull'adozione e sull'utero in affitto. Su questo c'è stato un silenzio assordante, a parte le aperture di due colleghi del Pd. È evidente che non c'è disponibilità».
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