Unioni civili, Luxuria rilancia: "Renzi serve la stepchild adoption, altrimenti orfani di Stato"

03 settembre 2015, Marco Guerra
“Evitare ogni tipo di ostruzionismo in aula senza portare modifiche al ddl sulle Unioni Civili”. Questo l’auspicio espresso ad IntelligoNews da Vladimir Luxuria, la quale chiede al governo di non cedere alle pressioni che vogliono la cancellazione dal disegno di legge dei punti relativi alle adozioni e alla reversibilità della pensione. E sulla gestazione surrogata per i gay risponde: “Il ddl Cirinnà non la consente, ma è una pratica che non può essere impedita a molti uomini che si rivolgono all’estero”.

Unioni civili, Luxuria rilancia: 'Renzi serve la stepchild adoption, altrimenti orfani di Stato'
Si parla ormai apertamente di alcune modifiche al ddl Cirinnà, per far passare il testo in aula senza provocare spaccature nella maggioranza…

“Circolano molte voci, adesso bisogna capire le intenzioni del governo: se preferisce l’alleanza con l’Europa dei diritti civili, con il popolo, non solo quello Lgbt, ma anche con i nostri pareti e amici che sostengono la nostra causa. E quindi anche un’alleanza con partiti disponibili a votare questa legge. Oppure se in nome di mantenere l’alleanza con il Nuovo centro destra tenderanno ad annacquare questa legge. Io ho sentito alcuni esponenti del Pd che sostengono che l’impianto della legge dovrebbe mantenersi in piedi così come è stato concepito”.

Quali sono i punti più importanti di questa legge e anche i più spinosi?

“Io credo che non si può prescindere da diritti come la stepchild adoption e la reversibilità della pensione, i punti più osteggiati. Quello che chiede l’Ncd è di togliere il riferimento all’art. 29 della costituzione, inoltre chiederanno di eliminare anche i due testimoni per il giuramento davanti all’ufficiale civile, insomma dovranno far sentire che ci sono anche loro. Però credo che il grosso della legge deve rimanere quello che è perché già stiamo parlando di un istituto giuridico a parte rispetto al matrimonio, che è l’unione civile alla tedesca, perciò da qui non si può scendere al ribasso”.

Come lei ha anticipato è proprio la stepchild adoption uno dei nodi più difficili da sciogliere…sarà questo lo scoglio più duro e su cui punteranno i piedi conservatori al governo?

“Dobbiamo chiarire un fraintendimento, la stepchild adoption non significa legalizzare la pratica della gestazione per altri che alcuni definiscono volgarmente “utero in affitto”. Altrimenti servirebbe abrogare la legge 40 che la vieta assolutamente. Si tratta solo di garantire la continuità affettiva per i minori – come già prevede un articolo della legge sulle adozioni –, ovvero se un minore è abituato a chiamare “papa” due padri non si può pensare che se muore il padre biologico questo diventa un orfano di stato e viene sottratto dall’ambiente in cui è sempre stato curato e assistito”.

Ma la stepchild adoption non rischia di alimentare il problema relativo ai “viaggi della fecondazione” all’estero da parte di coppie gay che cercano giovani madri che si prestino alla pratica della gestazione per altri?

“Ma è quello che già succede! Il ddl sulle unioni civili non può comunque impedire una pratica già diffusa, soprattutto per gli uomini, dal momento che le donne posso sempre ricorrere alla fecondazione eterologa e ad altri metodi. Gli uomini, poiché non possono adottare un bambino già esistente, ricorrono alla gestazione per altri. Insomma già si può fare e si fa, perché la mamma rinuncia alla maternità e il padre biologico torna con il bambino in Italia. Non c’entra nulla la legge sulle unioni civili con la regolazione o meno della gestazione per altri”.

C’è anche una parte del Pd che punta i piedi sulla questione del cosiddetto “utero in affitto”…

“Si si lo so, bisogna liberarsi da alcuni pregiudizi…parliamo di una situazione post factum. La domanda è questa: se una bambina ha vissuto per nove anni con due mamme che le hanno cantato la buona notte e comprato i libri di scuola, in poche parole l’hanno curata e educata, se viene a mancare la mamma biologica l’altra mamma non ha più nessun diritto? Dobbiamo strappare la bambina a questa donna. La stepchild adoption colma questa lacuna e evita gli orfani di Stato”.

Le si fida di Monica Cirinnà e delle rassicurazioni che tutto andrà in porto?

“Non è che il testo licenziato dalle commissioni sarà perfettamente uguale a quello definitivo, ci possono anche essere degli emendamenti migliorativi. Ma bisogna evitare ostruzionismi, quindi anche le decisione di portare il testo in aula senza relatore per accelerare i tempi va in questa direzione. Perché, d’altra parte, sono sicuro che invece ci sarà chi farà di tutto per rallentare l’iter”.

Quindi si aspetta una forte opposizione da Ncd e Area popolare e più in generale dagli ambienti cattolici?

“Figurati, certo, ci sono passata…hanno osteggiato una legge che si chiamava Dico, che non conteneva nulla, né stepchild adoption, né pensione di reversibilità; questo significa che cercano solo dei pretesti per rallentare la legge. Per uno come Giovanardi in realtà anche una legge che dice solo “riconosco un unione tra due persone” dello stesso sesso - anche senza nessun diritto – gli fa venire l’orticaria”.

Per voi sarà grande festa se passa il provvedimento?

“Io credo che sarebbe un grande giorno in cui tanta gente sfiduciata potrebbe tornare a sperare che c’è una nuova politica che guarda ai bisogni delle nuove famiglie e dei cittadini”.

Senta, però, forse è necessario fare qualche chiarimento in più sulla cosiddetta gestazione per altri, insomma sono in tanti, anche a sinistra, a pensare che questa sia una vera e propria barbarie. Lei non riconosce qualche ragione a chi si interroga sulle giovani donne dei Paesi del terzo mondo utilizzate per questa pratica?

“È chiaro che se tu mi parli dell’India e di sfruttamento della povertà, sicuramente siamo di fronte una barbarie. Ma se penso a Ricky Martin e Elton John è tutto diverso. Si va in cliniche private con un protocollo rigidissimo, tant’è che queste donne non lo fanno per soldi, perché hanno solo un rimborso per i mesi che non vanno a lavorare. Sono donne che hanno già dei figli, spesso che portano un ovulo fecondato che non è neanche il loro, ma che proviene da un’altra donna. Quindi il bambino nemmeno somiglia a questa donna. Insomma hanno una grande consapevolezza di quello che fanno e usufruiscono dell’assistenza di psicologi. La dimostrazione è che rimane un rapporto di amicizia enorme con queste donne che viaggiano e vanno a trovare il bambino. Stiamo parlando di autodeterminazione della donna. È la donna che decide questo. E quindi non c’è nessuno sfruttamento e, certamente, va fatto tutto seguendo delle regole e nel rispetto dei Paesi del terzo mondo”.

E il rispetto del bambino?

“Io dico solo che nessun bambino prenota come con un menù al ristorante la famiglia dove vuole nascere. I bambini nascono e crescono, nessuno sceglie i propri genitori. Alcuni dicono che il bambino ha diritto ad avere un papà e una mamma. Io dico che il bambino ha diritto ad avere qualcuno che abbia cura di lui, non può bastare che siano persone di sesso diverso, basta vedere quanti casi ci sono di abusi su minori, di abbandono e di violenze. Dunque non sentiamoci superiori in base al modo in cui un bambino nasce o in base ai nostri orientamenti sessuali. Mia nonna diceva i figli sono di chi li cresce non di chi li fa”. 
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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