Il vescovo di Acqui cita solo Bagnasco e scrive ai parlamentari: "Non votare Ddl Cirinnà"

03 settembre 2015, intelligo
La lettera arriva più che puntuale, proprio nel giorno in cui ricomincia la discussione sul provvedimento a Palazzo Madama.

Il vescovo di Acqui cita solo Bagnasco e scrive ai parlamentari: 'Non votare Ddl Cirinnà'
Non votare il ddl Cirinnà sulle unioni civili in discussione in Parlamento.
Lo chiede ai parlamentari piemontesi e liguri il vescovo di Acqui Terme monsignor Pier Giorgio Micchiardi  in una lettera inviata ai deputati e senatori eletti nella sua diocesi a cavallo delle due regioni. 

Nel documento il vescovo fa riferimento alla posizione del cardinal Bagnasco sulla famiglia e chiede "a chi ha 'l'arduo compito di legiferare per il bene della nazione, di tenerla in opportuna considerazione".

Un riferimento quello al Presidente della Cei che mostra come la Chiesa sia spaccata, in modo più o meno evidente, tra le posizioni di Bagnasco e quelle di Galantino in merito ai diritti civili (e non solo). 

Questo il testo della lettera di monsignor Micchiardi pubblicato dal quotidiano La Repubblica: "Egregio Onorevole, siamo a conoscenza della ripresa della discussione alla Commissione Giustizia del Senato del Ddl Cirinnà. A tale proposito mi permetto di richiamare quanto affermato dal Cardinale Angelo Bagnasco Presidente della Cei: 'La Chiesa non eè contro nessuno. Crede nella famiglia come è riconosciuta dalla nostra Costituzione e come corrisponde all'esperienza universale dei singoli e dei popoli: papà, mamma, bambini, con diritti e doveri che conseguono il patto matrimoniale. Applicare gli stessi diritti della famiglia ad altri tipi di relazione è voler trattare allo stesso modo realtà diverse: è un criterio scorretto anche logicamente e quindi un'omologazione impropria. I diritti individuali dei singoli conviventi, del resto, sono già riconosciuti in larga misura a livello normativo e giurisprudenziale. In quanto Vescovo di una Diocesi il cui territorio insiste su parte della Regione Piemonte e parte della Regione Liguria - si legge ancora - mi rivolgo a lei, scelto dagli elettori, per sottolineare l'opportunità di tenere in debita considerazione la citata dichiarazione a cui mi associo pienamente".
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