Wikipedia è in crisi? Colpa di come cambia il web

03 settembre 2015, intelligo
di Anna Paratore. 

Wikipedia è in crisi? A voler dare credito alle analisi di Similar Web, una società che si occupa appunto di analizzare il traffico internet dei maggiori siti mondiali, l’enciclopedia “condivisa” avrebbe perso nell’ultimo anno circa 300milioni di utenti. Un po’ come se dall’oggi al domani gli interi Stati Uniti più qualche Stato dell’America centrale avessero smesso di consultarla.

Se tutto ciò corrispondesse al vero – ma Wikipedia nella persona del suo creatore Jimmy Wales sarà l’ultima ad ammetterlo – il
Wikipedia è in crisi? Colpa di come cambia il web
problema è serio, e sembra si verifichi esclusivamente per quanto riguarda la versione inglese.  Negli States più che in Europa, tant’è che in Francia e Spagna nell’ultimo anno i contatti sono addirittura aumentati. In Italia, ascoltando Maurizio Codogno, portavoce della Wikimedia Foundation Itala – associazione internazionale che aiuta Wikipedia a sviluppare la sua piattaforma software –  non ci sono particolari difficoltà, se non forse il desiderio di avere qualcosa in più.  Per Codogno, infatti, si tratta solo di provvedere a un modesto restyling.  

Codogno sostiene che con l’evoluzione del Web è necessario aggiornare anche l’enciclopedia condivisa, ad esempio aggiungendo l’ormai necessaria interazione coi social che è già stata prevista e che inizierà con un avvicinamento a Google e Facebook.  Ci sarà anche sul sito enciclopedico un modo per apprezzare i contenuti degli utenti. Così, forse, si potrebbe  evitare per i contenuti in italiano l’emorragia di collaboratori che invece si è già verificata per i contenuti in inglese.  In cinque anni, infatti, la versione inglese di Wikipedia ha perso il 30% dei collaboratori, arrivando a contarne solo 31mila, un numero che potrebbe continuare ad apparire enorme – e in realtà come vedremo per certi versi lo è - ma non così ottimistico se si pensa alla mole infinita di contenuti da gestire, o incrementare.  

Per lo più, da Wikipedia si tenta di far passare questa perdita di collaboratori e di contatti come un problema più di assestamento che di altro, magari determinato da qualche nuova tecnologia invasiva, come lo smarphone. Ma questa è purtroppo una realtà fin troppo edulcorata. Se infatti come abbiamo visto c’è chi sostiene che si tratta solo di rendere tutto più accattivante, c’è anche una vastissima fascia di pubblico che contesta l’enciclopedia condivisa proprio per i suoi contenuti. Il problema è più evidente se si tratta di contenuti scientifici. Per esempio, in campo medico. Pare che giornalmente vengano rilevate sulle pagine di Wikipedia parecchie inesattezze a volte gravi o anche gravissime, che certo non fanno bene a questa pubblicazione che in passato era ritenuta quasi più autorevole dell’Enciclopedia Britannica.

Il problema di Wikipedia è che non è facile controllare tutto quello che viene pubblicato, e riuscirci in tempo reale. Capita infatti che collaboratori non proprio correttissimi – e su un parterre così esteso ed eterogeneo  non è difficile trovare persone poco attendibili – inseriscano delle informazioni a volte sbagliate,  o magari fuorviate da punti di vista estremamente personali, e che si fatichi non poco anche a farle modificare pure quando se ne può documentare l’inesattezza. Queste problematiche, nel corso degli anni, sono venute alla luce, e non permettono più di considerare Wikipedia come una fonte di informazioni assolutamente affidabili. 

Dicono dall’enciclopedia condivisa che in realtà i collaboratori si siano persi perché tanti di loro, invece di lavorare gratuitamente per la fondazione, preferiscono vendere le proprie competenze, offrendo i propri servigi a chi ancora non compare nell’indice, e certamente in molti casi sarà così. Ma anche solo prendere in considerazione l’idea che i collaboratori dell’enciclopedia condivisa si facciano attrarre dal facile guadagno, la dice lunga sulla possibilità di manipolazione senza controllo a cui Wikipedia si espone. 

Per non contare poi anche i normali errori in buonafede che comunque si possono verificare per la struttura stessa del sito dove operano migliaia di addetti.

Dunque, vale la pena consultare Wikipedia? La nostra risposta è salomonica: dipende. 

Non ci sembra l’informazione da consultare se si vuole avere la certezza assoluta, la perfezione, e anche un atteggiamento davvero super partes. Ma va benissimo per un’informazione veloce e sommaria, soprattutto se non riguarda qualcosa che per noi potrebbe essere vitale.  In pratica: consultate pure Wikipedia, ma non ci scommettete sopra…

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