Unioni civili, Adinolfi: “Legge imbroglio, Renzi non la vuole. Ma la Cirinnà è ossessionata”

03 settembre 2015, Andrea Barcariol
Unioni civili, Adinolfi: “Legge imbroglio, Renzi non la vuole. Ma la Cirinnà è ossessionata”
Approdando in commissione al Senato, le unioni civili tra persone dello stesso sesso sono diventate «formazioni sociali specifiche». Un modo di  nascondersi dietro le parole “per ingannare gli italiani” secondo Mario Adinolfi, giornalista, ex deputato del Pd, intervistato da IntelligoNews.

IntelligoNews ha appena intervistato la senatrice del Pd Monica Cirinnà. Lei afferma che il cambiamento da unioni civili a “formazioni sociali specifiche” non è un espediente. Cosa ne pensa?

«E’ un altro inganno, come ho scritto su La Croce, si cerca di far passare e far digerire al popolo italiano qualcosa che non vuole. Il Parlamento di conseguenza fa molta fatica a trovare la strada ordinaria. Fosse una questione priva di discussioni, come ci vuole raccontare la Cirinnà, non ci sarebbero tutte queste difficoltà, evidenti, per portare avanti una legge che è un’ossessione della Cirinnà e di alcuni senatori del Pd, mentre il resto d’Italia è tra il freddo e il contrario».

La Cirinnà ci ha detto che le formazioni sociali specifiche si porteranno dietro tutti i diritti.

«E’ la dimostrazione che è un inganno. Perché allora è stata fatta questa modifica? E’ per ingannare con un nominalismo, scherzando si potrebbe dire che è una supercazzola. Non si capisce questa formula, come non si capisce la stepchild adoption e l’articolo 5. E’ una legge imbroglio e questo è l’ennesimo passaggio imbroglione».

Renzi ha detto: “Non rinunciamo a questa riforma”, in realtà però non è mai sembrato troppo convinto. E’ d’accordo?

«Lo dico da sempre, Renzi è il primo a non essere convinto di questa legge. Non so se si è notato che non lo chiama mai ddl Cirinnà. Una legge che contiene l’articolo 5, che legittima la pratica dell’utero in affitto compiuta all’estero, è intollerabile per gli italiani. Si è visto con la manifestazione in piazza San Giovanni. Noi continueremo a sottolineare questa incongruenza, è inutile continuare a cercare quella che Sacconi (senatore di Ncd) ha chiamato “un disperato espediente”. E’ inutile cercare trucchi nominalistici, bisogna andare al cuore del problema. Il giorno dopo l’approvazione della legge si potrebbe andare all’anagrafe e dichiarare il falso, che un bambino è figlio di due papà. Questa legge lo permetterà ma gli italiani non vogliono essere imbrogliati e che a pagare siano i bambini».

I cattolici cosa dovrebbero fare?

«Non è un tema solo per cattolici, è un tema che sta portando contraddizioni anche nel Pd, dove ci sono posizioni molto diverse e alcuni esponenti fortemente contrari, soprattutto all’articolo 5. Questa legge non è un problema per i cattolici ma per il popolo italiano perché legittima la pratica più violenta in assoluto che rende mercantile la maternità. E’ una cosa folle, invece di fare giochi linguistici andassero con sincerità davanti agli italiani a dire la verità. Basta imbrogli e inganni, il 95% degli italiani considera l’utero in affitto una pratica intollerabile».

Che peso ha l’astensione dal voto di Area popolare?

 «Ci sono alcuni parlamentari di Area popolare che stanno facendo una battaglia molto coerente e vanno ringraziati per questo, insieme a esponenti di altre formazioni politiche, affinché questa legge non sia varata. I parlamentari che erano presenti hanno ricevuto un mandato dal popolo di piazza San Giovanni, un mandato che sanno di dover rispettare».

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