Donne vittime di uomini: dal delitto della studentessa moldava a Flora...

03 settembre 2015, intelligo
Donne vittime di uomini: dal delitto della studentessa moldava a Flora...
di Anna Paratore

Il problema esiste, è gravissimo, in continua espansione e sotto gli occhi di tutti. Definirlo come “femminicidi”  non cambia la sostanza di uomini che non riescono più ad accettare un rifiuto, la fine di un rapporto anche tumultuoso, ma che sembrano ormai sempre più convinti che l’unica soluzione sia la violenza estrema

Uccidere quella compagna che gli si sottrae, quella donna che non li vuole più. Far pagare con il sangue l’affronto, la solitudine, la paura di non essere sufficientemente forti per ricominciare da capo.

Non è sintomo di forza quello che avviene da qualche anno in qua, ma di un’evidente crisi d’identità di uomini che non riescono più a riconoscere se stessi, il proprio ruolo, la loro posizione nel rapporto d’amore. Non più capi della famiglia, indiscussi signori nel rapporto di coppia, indeboliti nel loro io, pensano di riconquistare una dimensione di potenza uccidendo e poi magari, subito dopo, suicidandosi. L’estrema fuga per non affrontare la realtà di una società che cambia facendo sempre più emergere il ruolo della donna. 
Sono di ieri due notizie, entrambe sconvolgenti in sé ma anche ormai abbastanza di routine da non fare più nemmeno troppa sensazione.  

A Sedena di Lonato in provincia Brescia un uomo di 41 anni, Luigi Cuel, avrebbe ucciso la giovanissima fidanzata, Cezara Musteata, una diciottenne studentessa moldava, perché non accettava la fine del loro rapporto. 

Poi, subito dopo ha scritto una lettera in cui spiegava il suo folle gesto, poche parole, e una frase che sintetizza tutto e, allo stesso tempo, la dice lunga: “Lei mi ha lasciato”. Alla fine, Cuel,  di professione magazziniere, si è impiccato.

Per uccidere la ragazza, l’uomo l’ha prima intontita forse con uno spray, ha tentato di strangolarla con delle fascette da elettricista e l’ha finita a coltellate.  Quindi, poco distante, ha passato il cappio su un ramo e si è ucciso. L’omicidio suicidio è stato scoperto da un passante che si è ritrovato davanti i due cadaveri e che ha dato l’allarme.  Una storia terribile, ingiustificabile, ma come ormai troppe già viste.

Una storia drammatica come quella tanto simile eppure tanto diversa di Flora Stuardo. Lei, una signora di 53 anni, bancaria, durante una crociera romantica tra i bellissimi fiordi della Norvegia, cade dalla nave, la Costa Fortuna, nel porto di Flåm. Un volo di 30 metri che fa diventare l’acqua dura come il marmo. 

Viene raccolta ancora viva, ma le sue condizioni sono drammatiche.  

Siamo nel luglio scorso, il 19, e Flora viene trasportata di corsa in ospedale a Bergen dove si tenta di salvarle la vita. I medici la sottopongono a un lungo e complesso intervento chirurgico e lei sopravvive, ma è in coma, e nessuno si sente di affermare che prima o poi si rimetterà.
 
La polizia apre le indagini. Flora è caduta dal lussuoso balconcino di poppa della cabina di prima classe che occupava con il compagno. 

L’uomo, interrogato a lungo, afferma che si è trattato di un gesto estremo, che Flora si è buttata, e che lui non è stato in grado di trattenerla sebbene ci abbia provato. 

Certo, alcuni passeggeri delle cabine attigue prima dell’accaduto hanno udito voci concitate, gli schiamazzi di una lite, ma ci sta, perché appunto sembra che Flora si sia lanciata proprio in seguito a quella discussione. 

Alla fine, lei viene trasferita in un ospedale di Torino e anche il compagno rientra a casa sua. 

La polizia crede alla versione del tentativo di suicidio, e tutto finirebbe così se non fosse che contro ogni previsione, dopo 40 giorni, Flora riapre gli occhi, ricorda e racconta ai parenti corsi al suo capezzale che non si è buttata dalla nave, ma che qualcuno l’ha spinta giù, forse proprio il suo compagno, quello che ha sostenuto di aver tentato di salvarla.

A questo punto, resta il fatto che per questa signora di mezza età della Torino bene, così come per la ragazzina moldava, è stato l’amore a far loro incontrare un carnefice? La giustizia farà il suo corso. 


autore / intelligo
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