Allarme clima, città che scottano: allerta del Cnr per le fasce deboli

03 settembre 2015, Luca Lippi
Allarme clima, città che scottano: allerta del Cnr per le fasce deboli
L’estate che sta per vedere i suoi ultimi giorni è da annoverare fra le più calde degli ultimi tempi e come il solito ha prodotto non poco nocumento ai livelli di sopportazione individuale.

Ovviamente è stato ancora più pesante il disagio per le persone costrette a rimanere in città (gli effetti della crisi economica causano effetti a domino in diverse aree non necessariamente di competenza). Gli anziani sono quelli che hanno dovuto subire il disagio maggiore per ovvi motivi.

Il Cnr, da anni sta elaborando dati per tracciare una mappatura allo scopo di identificare cinque livelli di rischio a composizione di una scala necessaria a determinare preventivamente gli interventi delle autorità e delle istituzioni preposte al verificarsi degli eventi.

A tale proposito è stato “censito” l’indice di caldo diurno e notturno che il Cnr elenca così: “Le mappe sviluppate mostrano una marcata eterogeneità, con i livelli più elevati di rischio da caldo generalmente concentrati nelle zone centrali delle città e nelle città costiere, dove il rischio alto e molto alto è in media più elevato rispetto a quelle dell’entroterra. Il più elevato livello di rischio da caldo si raggiunge nel 15-16% circa della superficie totale a Napoli, seguita da Padova (8-9%) e Palermo (8%). Bologna e Genova hanno invece mostrato valori minori, sia di giorno sia di notte”.

Rimane decisivo, oltre i fattori citati, anche la distribuzione della popolazione soprattutto quella più vulnerabile, siamo nell’ambito del “rischio caldo”, che si associa alle temperature del suolo.

È fondamentale individuare le zone a maggior rischio per agevolare gli interventi preventivi delle autorità preposte al controllo del fenomeno, Morabito del Cnr afferma al riguardo: “Ad esempio un efficace rifornimento di acqua, il posizionamento di servizi sanitari temporanei o l’assistenza ai soggetti… Sarebbero d’aiuto anche interventi di mitigazione dell’ambiente urbano, mediante reintroduzione della vegetazione, rivestendo i tetti con vegetazione o materiali riflettenti”.

L’indagine dei ricercatori prosegue e intanto confermano la relazione lineare tra consumo di suolo e aumento della temperatura di superficie diurna e notturna “per ogni 20 ettari di suolo consumato è stato osservato un aumento diurno medio annuo di circa 0.6 °C”. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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