Rifugiati: urge "riforma del sistema di accoglienza". Appello di Roma, Parigi e Berlino

03 settembre 2015, Luca Lippi
Rifugiati: urge 'riforma del sistema di accoglienza'. Appello di Roma, Parigi e Berlino
Il problema sta assumendo proporzioni prevedibili ma per troppo tempo sottovalutate. Complice non tanto la “scomodità” del fenomeno, quanto il comportamento dell’Italia che (in apparenza) scientemente ha evitato i controlli dopo gli sbarchi con lo scopo di far disperdere la marea senza doversi fare carico degli obblighi previsti dal “trattato di Dublino”.

Roma Parigi e Berlino hanno deciso di unire le forze per richiamare l’attenzione dell’Ue a una risoluzione univoca e coinvolgente del dramma dei rifugiati, dramma per i rifugiati stessi e dramma anche per chi si trova a doverli accogliere senza una “preparazione adeguata”.

La Mogherini è stata responsabilizzata con una lettera a firme congiunte (Paolo Gentiloni, Laurent Fabius e Frank-Walter Steinmeier) rispettivamente ministri degli esteri di Italia Francia e Germania, affinché l'emergenza immigrazione venga affrontata in tutte le sue sfumature il domani e dopodomani a Lussemburgo in occasione della riunione informale dei Ministri degli Esteri dell'Unione Europea.

Dalla Farnesina fanno sapere che la lettera è un preciso invito a intervenire “sui limiti e le manchevolezze” del sistema attuale di regole in materia di asilo, ormai obsoleto e insufficiente perché antico (un quarto di secolo).

Si parla di almeno 120mila profughi da ridistribuire tra tutti gli stati membri, il piano sarebbe composto sia da misure urgenti per far fronte all'emergenza, sia da misure di lungo periodo che richiedono la completa adesione degli stati membri.

Nel frattempo, si ricompone la questione della sospensione degli accordi di Schengen richiesta dalla provincia autonoma di Bolzano, nella realtà è stata esagerata la questione che nei fatti consisteva in una semplice intensificazione dei controlli, secondo quanto dichiara il governatore Arno Kompatscher. Contestualmente, a Budapest è stata riaperta la stazione ferroviaria tuttavia annunciando che nessun treno internazionale partirà dalla stazione Keleti fino a nuova comunicazione.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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