Foto e opere d'arte si somigliano, "Recognition" le trova e le mostra

03 settembre 2016 ore 13:12, intelligo
di Luciana Palmacci

Arte e intelligenza artificiale si danno una mano in “Recognition”, mostra in scena alla Tate Britain di Londra dal 2 settembre al 27 novembre, gestita interamente da un algoritmo che scandaglia l’archivio del museo mettendo a confronto le sue opere con le immagini prodotte in tempo reale dall’agenzia Reuters. Un progetto italiano nato a Fabrica, il centro di ricerca sulla comunicazione di Treviso fondato da Luciano Benetton, vincitore dell’IK Prize, che scandaglia non solo le somiglianze, ma anche le differenze tra uomo e macchina. Arte e notizie, due diverse visioni del mondo, di uniscono dando vita a un’esposizione mai vista prima. 
Com’è nata l’idea? Al IK Prize, in partnership con Microsoft, quest’anno si doveva partire dall’uso di un’intelligenza artificiale per rivisitare l’arte britannica e in particolare la collezione Tate; ebbene ha prevalso tra tutti l’idea di Coralie Gourguechon, Monica Lanaro, Angelo Semeraro e Isaac Vallentin, il team di Fabrica. “La verità? Non sapevamo come fare. Insomma, la prima reazione dopo aver vinto l’Ik Prize è stata: e ora come ce la caviamo?”. Per la produzione sono stati stanziati 100 mila euro, più 17 mila come premio. In una manciata di mesi i ricercatori italiani sono riusciti a mettere in pratica un’intuizione affascinate già sulla carta, cominciando ad usare un algoritmo per mettere in relazione le immagini del passato con quelle prodotte a ciclo continuo nel presente in base a diversi parametri con risultati a volte sorprendenti.  

Foto e opere d'arte si somigliano, 'Recognition' le trova e le mostra

Recognition usa ovviamente il riconoscimento di un oggetto o di un volto, l’analisi di una composizione, ma anche processi di analisi del linguaggio naturale per interpretare didascalie e testo, capendo il contesto e l’argomento. Cose, persone, posture, colori, titoli, paesaggi, eppure non sempre il risultato sembra simile: “È l’altra faccia della medaglia”, afferma Semeraro, uno dei ricercatori “questa mostra non elabora semplicemente il passato alla luce di quel che accade oggi nel mondo usando un’intelligenza sintetica. A volte svela le differenze fondamentali di percezione fra uomo e macchina”. Recognition ora è anche online e chiunque può condividere le immagini preferite. Visitando la mostra alla Tate Britain invece, attraverso uno schermo, i visitatori possono letteralmente metterci le mani confrontando le coppie selezionate della macchina con le proprie.
autore / intelligo
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