Allergie Hi-tec: quando la tecnologia ci indebolisce

30 agosto 2014 ore 8:20, Micaela Del Monte
Sappiamo tutti che la tecnologia provoca effetti collaterali. Al di la della dipendenza da internet ci sono tanti altri tipi di effetti che l'uso smoderato e maniacale dei nostri dispositivi preferiti possono provocare. Dall'iPhone all'iPad passando per l'iPod. Ma ovviamente si parla anche di qualsiasi altro tipo di telefono cellulare e tablet.  
Allergie Hi-tec: quando la tecnologia ci indebolisce
  È il caso ad esempio di Dionne Baxter, 24enne inglese che si è procurata un’ustione di 12 centimetri (la lunghezza del suo iPhone) sul seno perché si era addormentata con lo smartphone sul petto mentre era sotto carica.  È un caso estremo, ma se consideriamo che sta per avere inizio l'era dei dispositivi wearable, gadget indossabili pensati per accompagnare ogni minuto della vita, riusciamo a immaginare quali potrebbero essere le conseguenze? Non solo, perché tenere sempre in mano il telefono o il tablet può provocare e innescare alcuni tipi di allergie, come ad esempio quelle al nichel.Studi dermatologici del 2013 ne hanno infatti dimostrato la presenza di questo elemento nell’iPhone5, nel joypad della console Xbox 360 e nei computer portatili MacBook. Fino a luglio però nessuno aveva potuto accertare che il nichel contenuto in questi "aggeggi" potesse creare problemi, poi c’è stato un ragazzo americano di 11 anni. Come molti coetanei usa un iPad per molte ore al giorno, ma ciò gli ha causato uno sfogo cutaneo. Il suo è il primo caso in cui l’allergia al nichel è stata correlata in modo scientifico all’uso di un oggetto tecnologico. Dopo la diagnosi il tablet Apple non gli è stato vietato, ma può maneggiarla solo con una custodia in plastica.  

Allergie Hi-tec: quando la tecnologia ci indebolisce

Ovviamente tutto è una conseguenza di quanto tempo si dedica all'uso di tali tecnologie, ma la presenza di alcuni materiali da sola non può provocare grandi danni a livello cutaneo. Il problema principale è che questi prodotti sono diventati di uso comune troppo velocemente, prima che chi li inventasse si rendesse conto di quello che potessero causare e quindi prima che si testasse un'alternativa. Prima c'era lo stesso problema per le montature metalliche degli occhiali per esempio, che fino a pochi anni fa contenevano nichel e oggi sono ipoallergeniche, con il tempo il problema è venuto a galla e si è risolto.

Ed è ciò che sta succedendo con dispositivi indossabili, come lo smartwatch Gear 2 di Samsung o il braccialetto Jawbone Up. Quindi, bisogna fare attenzione e usare queste tecnologie con cautela, anche perché di problemi ne possono creare anche tanti altri, come ad esempio quello dell'isolamento dal resto del mondo...
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