Nazionale, Ventura spietato: "Ecco perché taglio Berardi ed El Shaarawy"

30 agosto 2016 ore 9:14, Adriano Scianca
Non avrà il piglio determinato e scorbutico di Antonio Conte, ma Giampiero Ventura inizia la sua avventura in Nazionale con un certo carattere. A cominciare dalle porte chiuse in faccia a due dei più vivaci attaccanti del campionato: “Nel 3-5-2 gli esterni offensivi hanno una difficile collocazione, è un ruolo che non esiste - sentenzia - è il caso di El Shaarawy, ma vale anche per Berardi al netto del suo infortunio”. Uno spiraglio, tuttavia, resta: “Vorrei fare non degli stage, ma dei raduni con quelli che non fanno il 3-5-2. Quando hai un'infinità di esterni offensivi sarebbe un peccato non utilizzarli”. 

Nazionale, Ventura spietato: 'Ecco perché taglio Berardi ed El Shaarawy'
Per il resto, si riparte lì dove Conte aveva finito: “Avevo girato già in tutti i ritiri e molti li avevo conosciuti. In ogni caso ripartiremo da dove ha finito Conte, d'altronde con tre giorni a disposizione non c'è la possibilità di cambiare qualcosa. Ho convocato quasi tutto il gruppo che aveva fatto bene all'Europeo e aveva riportato entusiasmo. Certo, Zaza non gioca da tre mesi, così come Sirigu, ecco perché non sono qui”. Si partirà con l’amichevole contro la Francia a Bari, poi la prima partita di qualificazione ai prossimi Mondiali contro Israele. “Sarà necessaria organizzazione, compattezza di gruppo e disponibilità dei singoli - sottolinea Ventura - ma vorrei anche una squadra capace di divertirsi e divertire: la qualità non manca, anche noi possiamo essere protagonisti”. 

Si punta ai giovani, comunque: “All'Europeo si è detto che c'era poca qualità in Nazionale, però ci sono calciatori veri e uomini veri, ma gli anni passano e ci sarà il passaggio. In Italia ci sono tanti giocatori di prospettiva, però non sono pronti a sopportare il peso della maglia della Nazionale, non hanno la personalità per non provare ansia. Proprio grazie ai raduni vorrei che i giovani venissero qui per sentirsi a casa, senza bruciarli. Le società che ho incontrato erano entusiaste. Hanno dei ragazzi bravi, ma, o per il modulo o per altro, non li possono provare. Non può essere una roulette russa, se sbagli la partita sparisci. I giovani devono entrare dalla porta principale, non da quella di servizio. Uno dei mio obiettivi, infatti, sarebbe di avere - dopo il Mondiale di Russia - una Nazionale di venticinquenni che possa arrivare a qualcosa d'importante”.
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