Ferrara capitale mondiale della prevenzione al cuore

30 agosto 2016 ore 10:49, Luca Lippi
Ferrara è stata scelta come città dove svolgere la sperimentazione del calcolo del rischio cardiovascolare e oncologico; è stata eletta come prima “città della prevenzione” al mondo. Per la prima volta a livello mondiale un’intera città viene ‘cablata’ per raggiungere tutta la popolazione con un progetto educativo di sensibilizzazione a 360 gradi.
Il progetto partirà a settembre, e a seguire coinvolgerà altri comuni, quindi la città estense farà da “pilota” per l’iniziativa. 
Sarà svolto un attento monitoraggio dell’ambiente, della purezza dell’aria e dell’acqua, una promozione per l’utilizzo di energie alternative. Per questo è necessario un team work tra il Comune, le istituzioni cittadine, le fondazioni, le varie facoltà dell’ateneo, le Asl e gruppi privati quali S2A (salute, sostenibilità, alimentazione, ambiente).

Ferrara capitale mondiale della prevenzione al cuore

Roberto Ferrari, direttore della Cardiologia all’Università di Ferrara e past president Esc (European Society of Cardiology), durante la presentazione del progetto tenutasi al congresso europeo di Cardiologia, in corso a Roma fino al 31 agosto con la partecipazione di 35mila esperti, ha detto: “Ferrara presenta un territorio ideale per passare dalle parole ai fatti e per dare il via a questa iniziativa ambiziosa, unica a livello internazionale, che si rivolge ai cittadini di tutte le età e di ogni strato sociale”, prosegue il professor Ferrari “Ferrara presenta infatti le giuste dimensioni, con circa 133mila abitanti, 29 scuole elementari, 11 medie e 11 superiori. Ha un’università prestigiosa, inserita nel tessuto sociale e un Centro di Ateneo per la Prevenzione della Salute Sociale, Medica ed Ambientale. È la città delle biciclette, il mezzo preferito per muoversi anche dalle persone anziane. È un’importante produttrice di frutta e verdura e pesce azzurro, altro caposaldo della prevenzione. Presenta una struttura architettonica, 9 chilometri di mura medievali e il verde urbano, molto diffuso, dove la popolazione può camminare o correre”.
Sono previste numerose iniziative: medici specializzandi di varie branche della medicina, assegnisti e borsisti dei vari dipartimenti dell’ateneo ed esperti di comunicazione (preparati ad hoc nell’ambito del master sulla prevenzione) terranno corsi e lezioni per tutte le scuole elementari, medie, superiori che riguarderanno in particolare quattro temi: rischi del fumo, scorretta alimentazione e danni dell’alcol, sedentarietà, ruolo delle vaccinazioni. Per coinvolgere anche gli over 65, si terranno lezioni anche nei centri anziani.
Spiega il professor Francesco Romeo, presidente Sic (Società Italiana di Cardiologia), che promuove il progetto: “È ormai provato che modificare abitudini sbagliate anche nella terza età determina risultati positivi sullo stato di benessere. Particolarmente importante sarà il calcolo anche individualmente mediante l’app della Carta del Rischio dei cittadini, cioè la probabilità di ammalarsi o di morire nei prossimi 10 anni di un evento coronarico (infarto del miocardio) o cerebrovascolare (ictus) o di tumore. Questo calcolo avviene attraverso la raccolta di alcune informazioni personali (età, fumo, diabete, peso, sedentarietà, girovita), la misurazione della pressione arteriosa, della colesterolemia totale e della glicemia. Al termine viene quantificato il rischio con un software computerizzato”.
Chi non usa l’app potrà farsi calcolare il rischio semplicemente recandosi in centro, nel motorhome o nella “Casa della Prevenzione”, il Centro Universitario dotato di una cucina per insegnare un’alimentazione funzionale locato proprio davanti al palazzo dei Diamanti. Il profilo di rischio sarà immediatamente disponibile all’utente. 
Chi usa l’app avrà in tempo reale la “presa in carico degli eventuali interventi necessari” con informazioni, giochi, consigli, ricette, le schede del movimento per età e la dieta ideale.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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