I 500mila euro "a lungo termine" di Zuckerberg: perché la polemica è forzata

30 agosto 2016 ore 12:26, intelligo
di Luciana Palmacci

Benefattore? Insomma, per alcuni i 500mila euro che il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg ha donato alla Croce Rossa Italiana non sono soldi veri e propri, saranno infatti utilizzati come crediti in campagne pubblicitarie sulla sua piattaforma social. Durante il suo intervento all'Università Luiss di Roma quasi nessuno aveva colto subito quell’“in ad credits” che diceva tutto sulle sue reali intenzioni.  Sui social è partito dunque un attacco a Zuckerberg, nel mirino di tutti per non aver fatto poi molto per le popolazioni terremotate del Centro Italia. Ma andiamo a vedere nel dettaglio in cosa consiste una donazione in pubblicità. 
Se al momento quei 500mila euro sono ‘virtuali’, c’è da dire che la pubblicità su Facebook è un meccanismo estremamente complesso, elastico, che risponde ormai quasi del tutto a logiche tipiche del real time bidding, nel senso che si paga di più per spazi più precisi in un certo momento e per un certo target in un determinato mercato, e ovviamente a causa della sua natura dinamica. Quindi Zuckerberg non ha donato qualche pagina di quotidiano in quello che a molti ha ricordato un cambio merce all’antica, ma un meccanismo moltiplicatore che certo andrà gestito con strategia. Potremmo considerare quella di Zuckerberg una donazione in grado di trasformarsi in contanti progressivamente, non tutto e subito, ma con l’opportunità di moltiplicarli agevolmente con un po’ di attenzione” ha spiegato Luca Alagna, docente di web marketing ed esperto di media digitali. Il gesto del papà di Facebook permetterà alla Croce Rossa Italiana di promuoversi al meglio sulla piattaforma social più popolare del mondo da 1,1 miliardi di utenti giornalieri per raccogliere fondi, e un investimento di 500mila euro non è affatto poco. 

I 500mila euro 'a lungo termine' di Zuckerberg: perché la polemica è forzata

Molta visibilità si può tradurre in maggiori accessi alla pagina di donazione e quindi più fondi. Un’ottica lungimirante che saprà dare i suoi fritti se ben utilizzata. Consentiranno alla Croce Rossa di continuare a raggiungere centinaia di migliaia, se non milioni di persone quando calerà il silenzio. 
Come possiamo immaginarci quei 500mila euro? Sono migliaia di post sponsorizzati, di appelli in tutte le lingue, di inviti a donare, di rilanci dell’sms solidale, a maggior ragione ora che ogni pagina può mettere una propria call-to-action in cima (un invito all’azione dell’utente), sponsorizzare l’azione ‘dona ora’ che già è presente sulla pagina della Cri è un modo per raggiungere, gratis, tantissime persone. 500mila euro possono anche essere usati per la promozione del dopo.  
Critiche affrettate dunque quelle che non sono mancate nelle ultime ore. Ricordiamo bene che oggi Facebook è una delle principali ribalte pubblicitarie, le inserzioni sul web sono un affare a due fra Menlo Park e Google: internet raccoglie circa un terzo dei 519 miliardi investiti nel mondo in pubblicità. Entro il 2020 sarà il 40%, superando la tv. Nel giro di quattro anni, secondo Pivotal Research, la quota di Alphabet e Facebook passerà, tenendo fuori la Cina dove non sono presenti, dal 72 all’87% del totale. Il 59% per big G e il 28% per il social blu.
autore / intelligo
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