Scuola, Prestipino (Pd): "Diventare di ruolo ti cambia la vita, ora però basta errori"

30 agosto 2016 ore 15:52, Andrea Barcariol
Intervistata da IntelligoNews, Patrizia Prestipino, esponente della direzione nazionale del Pd e insegnante, parla di uno dei temi caldi del momento: la scuola con le proteste dei neoassunti e dei docenti precari. 

La scuola riapre ma c'è subito una polemica sugli insegnanti neoassunti che dovranno trasferirsi al nord. 

«E' chiaro che un piano di assunzioni così grande, qualche disagio a livello logistico-organizzativo lo avrebbe creato. C'è un problema matematico perché tu hai più cattedre al nord e più insegnanti al sud. Quindi per forza si è dovuto mandare degli insegnanti del sud a lavorare al nord. Ci sono dei criteri: i vincitori di concorso hanno la precedenza rispetto a tutti, ed è anche giusto così, poi ci sono le graduatorie».

E' stato usato dagli insegnanti il termine "deportazione". Cosa ne pensa?

«Lo trovo esagerato e davvero brutto, la deportazione era ben altro, sappiamo di cosa si tratta. Più correttamente lo chiamerei trasferimento. Io ho un collega a scuola che è entrato con le assunzioni del governo Renzi, è venuto da Palermo a vivere a Roma e adesso ha ottenuto il trasferimento e si avvicinato alla famiglia. Dopo uno o due anni di attesa torni a casa, al momento questo è, non si può fare altro, non è una cattiveria. Gli errori sono stati fatti con alcuni insegnanti con la 104 (legge del 1992 di riferimento in materia di disabilità ndr), errori che però sono stati sanati».

Scuola, Prestipino (Pd): 'Diventare di ruolo ti cambia la vita, ora però basta errori'
Altra polemica: i neoassunti potrebbero avere subito una classe, mentre docenti con 20 anni di ruolo no.

«I docenti di ruolo se chiedono il trasferimento vanno in una sorta di graduatoria e possono essere chiamati per il potenziamento. Vuol dire che ti metti a disposizione e vai a coprire le supplenze oppure sei dentro ai progetti. La scuola di oggi vive di progetti, dagli scambi culturali ai gemellaggi. Se io dovessi decidere di trasferirmi so che potrei correre questo rischio, si tratta comunque di alternative didattiche che esistono nella Buona Scuola. Anche i neoassunti possono essere utilizzati per progettazioni che servono a integrare le materie tradizionali».

Cosa si sente di dire di fronte alle proteste annunciate per i prossimi giorni?

«Io mi sono fatta 15 anni di precariato prima di diventare insegnante di ruolo, ed ero vincitrice di concorso. Lo so cosa vuol dire fare il precariato, ma so anche cosa la gioia che si prova quando si diventa di ruolo. Ricordo che quando mi arrivò la lettera di assunzione mi misi a piangere e poi festeggiai con gli amici. Secondo me non c'è paragone, diventare di ruolo ti cambia la vita perché significa stabilità economica, contributi, pensione sicura, poter prendere un mutuo. Capisco e sono vicina alle famiglie che subiscono un disagio forte, però purtroppo è il prezzo che si deve pagare in questa maledetta situazione. Il malumore è giusto che ci sia ma ti devi organizzare perché poi nel giro di uno, due anni torni a casa. E' chiaro che è il primo anno che il ministero si trova a fronteggiare queste emergenza e forse un po' di sorpresa sono stati presi. Ci sono stati rallentamenti, fraintendimenti, ed errori, una mia amica era stata mandata a Como pur avendo un figlio non vedente. Questi errori potevano essere evitati. Con il tempo sapranno lavorare con più celerità dando risposte più veloci, la gente non può rimanere appesa per mesi. Fare in modo che le operazioni diventino più veloci è un dovere dello Stato».

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