Apple-Ue, Comi (Fi): "No ai ricatti, serve unione fiscale europea"

30 agosto 2016 ore 16:53, Andrea Barcariol
Intervistata da IntelligoNews, Lara Comi, europarlamentare di Forza Italia, parla della stangata da 13 miliardi di euro inflitta dall’Ue alla Apple per «illegali vantaggi fiscali» in Irlanda.

Cosa ne pensa di questa vicenda che secondo il Tesoro americano "minaccia la partnership economica tra Usa e Ue"? 

«Bisogna vedere se c'è stata elusione fiscale o invece sono state violate altre regole. Questo è uno dei motivi per cui sono assolutamente favorevole ad avere un'unione fiscale, affinché tutti i Paesi abbiano le stesse regole. Casi come questo in Irlanda o in Lussemburgo o in altre realtà ce ne sono tanti».

Secondo gli accordi Apple avrebbe pagato l'1% dei profitti, per poi arrivare a lo 0,005%. Eppure il colosso di Cupertino ha già annunciato un ricorso. 

«Anche Microsoft aveva avuto un trattamento del genere, l'Europa in questo caso non guarda in faccia nessuno, se ci sono delle aziende che hanno cercato di fare un'attività di elusione o una frode fiscale dovranno pagare».

Apple-Ue, Comi (Fi): 'No ai ricatti, serve unione fiscale europea'
Quindi lei condivide questa sanzione, la più alta mai fatta dall'Ue?

«Assolutamente sì, questo è un primo step, poi l'Ue deve dire "facciamo un'unione fiscale", altrimenti di casi come questi ce ne saranno a decine».

Non teme conseguenze per i lavoratori come già paventato da Apple?

«Questo è il tipico ricatto che fanno, prima pagano meno tasse e poi ricattano su possibili licenziamenti dei lavoratori. Non è corretto. Faccio una premessa: bisogna vedere gli accordi che c'erano tra Apple e il governo irlandese».

Anche il governo irlandese sembra sia contrario a questa sanzione e annuncia ricorso.

«Il problema è che non si possono avere dei paradisi fiscali godendo dei privilegi europei, se sei un paradiso fiscale rimani autonomo e fuori dall'Europa. Abbiamo già visto i Panama Papers e siamo ancora qua a discuterne. L'Irlanda deve dire se vuole avere delle agevolazioni fiscali al di fuori dall'Europa, altrimenti a essere sempre svantaggiata è anche l'Italia».


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