Traffico internazionale di armi con Libia: intermediario italiano (ancora) in arresto

30 agosto 2016 ore 19:03, Americo Mascarucci
Il Gip di Ascoli Piceno ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare per un italiano di 73 anni 'trattenuto' in Libia da un anno  e mezzo. 
Con due cittadini libici, al momento irreperibili, l'uomo è accusato di traffico internazionale di armi e armamenti da guerra. 
Secondo un rapporto del Consiglio di sicurezza dell'Onu, l'uomo sarebbe "il principale mediatore italiano" del network di Abdurraouf Eshati, un libico arrestato e condannato a sei anni in Gran Bretagna per un traffico da 28,5 milioni di dollari di armi destinate alle milizie di Zintan.
L'uomo, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe ricevuto una prima tranche di denaro dai suoi clienti libici che però, sostiene il rapporto delle Nazioni Unite, gli sarebbe stata rubata in Italia. 
Così, nel marzo del 2015 si sarebbe recato a Tripoli, "probabilmente per discutere il problema con i clienti". 
Nel 2002 era stato già arrestato nella sua villa di Ascoli su ordine del gip di Torre Annunziata perché accusato di trafficare armi con l'ex Jugoslavia. 

Traffico internazionale di armi con Libia: intermediario italiano (ancora) in arresto
L'inchiesta è partita dalla sparizione dell'uomo denunciata dai familiari un anno e mezzo fa. In realtà sarebbe stato trattenuto in Libia da una non meglio specificata organizzazione per aver avuto un anticipo in denaro su una fornitura di armi mai arrivata a destinazione. 

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