Correva l'anno 1999 e la neo ministra Beatrice Lorenzin profetizzava la sua carriera

30 aprile 2013 ore 11:00, Americo Mascarucci
Correva l'anno 1999 e la neo ministra Beatrice Lorenzin profetizzava la sua carriera
Correva l'anno 1999, o forse si stava già nel 2000, sta di fatto che il neo ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, all'epoca ricopriva l'incarico di responsabile del movimento giovanile di Forza Italia nel Lazio
. Girava le province per costituire i club giovani azzurri che in quel momento, soprattutto in periferia, lasciavano a desiderare. Una sera nel corso di una riunione a Viterbo si lasciò andare con franchezza ad un'amara considerazione: "Ragazzi  parliamoci chiaro - fu pressappoco il suo discorso - nel partito ci sopportano a malapena, diciamo pure che non ci vogliono. I giovani sono considerati un potenziale pericolo e la loro crescita è guardata con sospetto e diffidenza. Fanno di tutto per metterci i bastoni fra le ruote ed impedirci di emergere. Ma noi dobbiamo tenere duro perché il futuro è nostro, non loro". Erano gli anni in cui nel Lazio spadroneggiavano i vari Tajani, Verzaschi, Antoniozzi, Simeoni che avevano in mano le redini del partito berlusconiano e, come si usa dire in certi casi, non facevano prigionieri. Chi non era con loro era contro di loro e non aveva altra scelta che quella di lasciare Forza Italia approdando verso altri lidi politici. La Lorenzin era una specie di nano che sgomitando con fatica cercava di mettersi in evidenza fra tanti giganti. Per carità, a parole tutti volevano far progredire i giovani, favorire il ricambio, ma poi quando qualche nuova leva provava ad alzare la testa o cresceva troppo ecco che inevitabilmente partiva l'azzoppamento. Eppure la nostra ha saputo tenere duro, organizzando iniziative per i giovani, scendendo in prima linea nelle competizioni elettorali regionali e capitoline, facendosi invitare nelle televisioni e nelle radio locali per diffondere il verbo berlusconiano. Chi doveva notarla la notò e quando nel 2005, in seguito alla sconfitta del centrodestra alle elezioni regionali, si rese necessario commissariare un partito dove la guerra delle correnti aveva finito per penalizzare la corsa al bis di Storace contro Marrazzo, il Cavaliere in persona scelse proprio la Lorenzin per rilanciare l'immagine deteriorata di Forza Italia. E da allora è stata un'escalation di successi. Da vice capogruppo del Pdl alla Camera dei Deputati nella precedente legislatura, è oggi entrata nel governo delle larghe intese alla guida di un dicastero importante quanto delicato, quello della sanità. Ma questo è solo l'epilogo di una carriera costruita a suon d'immagine, con la frequente partecipazione alle trasmissioni politiche più seguite e più ostili al Pdl, da Ballarò ai programmi di Santoro, dove ha difeso con le unghie e con i denti il proprio leader anche a costo di fischi, insulti, attacchi spesso veementi di colleghi parlamentari e giornalisti. Alle volte sembrava proprio che l'impresa fosse proibitiva, sola contro tutti, quasi impossibilitata a difendere ciò che appariva indifendibile. Ma lei alla fine se l'è saputa sempre cavare con tanti complimenti da parte di Berlusconi. Ecco perché oggi, in una fase storica come quella che il Paese sta attraversando, il grande capo ha scelto di puntare su di lei al posto delle varie Gelmini, Carfagna, Prestigiacomo, Bernini ecc. Pare che soprattutto la Carfagna non l’abbia presa molto bene visto che, a differenza della Lorenzin, lei si era pure guadagnata le lodi degli avversari per le sue posizioni contro l’omofobia ed in favore dei diritti civili. Pensava di essere quindi il ministro adatto per un governo di larghe intese se non fosse che alla stima guadagnata all’esterno ha fatto da contraltare l’ostilità montata contro di lei all’interno del Pdl, soprattutto a Napoli e dintorni. Così alla fine l’ha spuntata proprio la Lorenzin. Chissà se anche lei guarderà ora alle giovani leve, con quella stessa diffidenza che un tempo denunciava di subire dai maggiorenti del partito?
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]