Proietti (Alleanza Tricolore): «Io, la bandiera dei giovani e degli imprenditori romani»

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Proietti (Alleanza Tricolore): «Io, la bandiera dei giovani e degli imprenditori romani»
30 aprile 2013, Francesca Siciliano
Proietti (Alleanza Tricolore): «Io, la bandiera dei giovani e degli imprenditori romani»
Riccardo Proietti (Alleanza Tricolore) è uno dei 22 candidati per la corsa in Campidoglio del prossimo 26 e 27 maggio. La sua è «una candidatura decisa all'ultimo - si legge sulla pagina Facebook  di Alleanza Tricolore - per combattere contro i poteri forti e le lobby romane, dare voce alle fasce più deboli e portare avanti con forza e determinazione alcune battaglie per il sociale» ed è quello che dice anche nel corso dell'intervista rilasciata a IntelligoNews. Punta sui giovani, Riccardo Proietti, che saranno il fulcro della sua battaglia elettorale. Proviene dalle fila della destra, «ma quella moderata» e non si nasconde né se ne vergogna; «Però oggi non ci sentiamo rappresentati, né dalla destra né dalla sinistra» aggiunge. Ma sia ben chiaro: «Non voglio attaccare nessuno...».   Come mai ha deciso di correre per il Campidoglio? «La base  mi ha chiesto di candidarmi, ha spinto moltissimo affinché mi proponessi per la corsa in Campidoglio. E la base va ascoltata, non solo in periodi di campagna elettorale». Allo stato attuale delle cose, qual è la situazione su Roma? «Io sono un imprenditore e mi rendo conto che il commercio nella Capitale è fermo, i piccoli imprenditori-commercianti non riescono più a lavorare. In città chiudono 300/400 attività commerciali ogni giorno, ma di questo nessuno ne parla. Il settore turistico, poi, non è valorizzato come dovrebbe. E c'è anche la questione sicurezza: la situazione è drammatica». Temi caldi: sicurezza e legalità. «Destinerei molte più risorse a questo settore. È vergognoso che la Polizia di Stato, ad esempio, non abbia fondi per mettere benzina alle auto. Implementerei le forze, mettendo a disposizione più donne e uomini nei commissariati. E gli ridarei dignità: la forza pubblica va tutelata, gli va data la possibilità di agire, gli vanno dati degli incentivi perché i loro stipendi sono ridicoli in confronto al duro lavoro che svolgono. Carabinieri e polizia fanno un lavoro eccezionale, va sottolineato anche questo. La questione legalità, poi, va combattuta dalla radice. Mi riferisco alla comunità cinese che, nell'ambito del commercio, non sottostà alla fiscalità. Perché i controlli sono troppo pochi e l'evasione fiscale raggiunge livelli altissimi. D'altronde con la Cina non c'è partita: loro hanno bassissimi costi di lavoro, non emettono scontrini fiscali...». Non ha paura di essere additato come un razzista? «Assolutamente no: qualsiasi extracomunitario viene nel nostro Paese se lavora e paga le tasse ha ogni diritto civile. Ma siccome dico questo non devo essere definito razzista o xenofobo». Questione trasporti pubblici, mobilità, traffico. «A causa del mio lavoro sono costretto a girare per la città in scooter: mi rendo conto che la situazione delle strade è disastrata e il trasporto pubblico è pessimo. In confronto a qualsiasi altra capitale europea, Roma è indietro anni luce, le differenze sono tangibili. I nostri mezzi pubblici sono sporchi, non hanno degli orari, sono vecchi e sgangherati. È necessario investire anche in questo settore, cominciando a dare lavoro ai giovani meritevoli e non agli amici degli amici». Fa riferimento a qualcuno in particolare? «Abbiamo visto quello che è successo all'Atac negli ultimi tempi. Ed è scritto sui giornali, non sono io a cantare fuori dal coro. Iniziamo, dunque, a dare spazio al mondo giovanile senza badare al colore politico. Il lavoro è un diritto per tutti».
Proietti (Alleanza Tricolore): «Io, la bandiera dei giovani e degli imprenditori romani»
Rifiuti e inquinamento. «Il nostro progetto sulla raccolta differenziata, in via di definizione, prevede instillare la cultura del riciclo nei romani. Anche perché, se fatta bene,  è una risorsa energetica per Roma. Se ne ricaverebbero più benefici a un costo inferiore. Di conseguenza: più possibilità di creare nuovi posti di lavoro». Municipalizzate: croce e delizia della pubblica amministrazione capitolina. Come si combattono le caste? «Innanzitutto è necessario andare a vedere cosa hanno combinato le precedenti giunte capitoline. Sull'Acea e sull'Ama il discorso è sempre lo stesso: fino a che continueranno a piazzare figure espressione delle forze politiche (nel gioco delle parti) non ci sarà mai un cambiamento vero. Io voglio che i giovani – i meritevoli ovviamente - siano i primi occupanti di quelle posizioni per troppo tempo usurpate. I cittadini romani non sopporteranno ancora per molto questa situazione, le cose vanno cambiate fin da subito. Basta inciuci, come quello che stanno facendo al governo». Quale sarà il suo cavallo di battaglia in questa corsa elettorale? «Risolvere lo strapotere di Equitalia, che non deve più essere attuato nei confronti dei cittadini. Dovrebbe essere il Comune il destinatario dei tributi dei romani. Anche perché con la macchina comunale è più semplice instaurare un dialogo». Come utilizzerebbe i maggiori poteri provenienti dalla legge su Roma Capitale? «Creerei un osservatorio giovanile che possa reperire dei fondi dall'Europa. Poi investirei moltissimo sulla cultura e sul patrimonio storico-artistico per creare un Made in Italy totalmente romano al fine di creare un interscambio culturale». Ci fa qualche esempio? «Corsi sulla moda, sullo spettacolo, sul teatro, sul cinema. Con l'aiuto di alcune Onlus e dei giovani che ne fanno parte. Vede, Roma, potrebbe tranquillamente “campare” con i proventi di turismo e cultura se fossero valorizzati come dovrebbero». Quale sarebbe il primo provvedimento che metterebbe in atto qualora diventasse Sindaco? «Mi batterei per il mondo dei giovani, riqualificando il settore della Polizia Municipale. In queso modo si prenderebbero due piccioni con una fava: nuovi posti di lavoro e più sicurezza in città. Poi cultura e commercio». Si andrà al ballottaggio? «Credo proprio di sì». Tra chi? «Non saprei dirglielo: 22 sindaci sono molti e ognuno ha dispiegato le proprie forze in campo. Poi bisogna vedere quanti romani andranno a votare: anche l'astensionismo è un fattore da non sottovalutare in questo ambito e per definire il voto». Se non approdasse al secondo turno appoggerebbe qualcuno dei candidati in lizza? «È una decisione che eventualmente verrà decisa dalla base. Ma in secondo momento: è ancora presto per dirlo».          
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