Torregiani: “Candidato con Fdi per la Meloni. Il caso Battisti non è chiuso, presto andrò in Brasile”

30 aprile 2014 ore 13:02, intelligo
Torregiani: “Candidato con Fdi per la Meloni. Il caso Battisti non è chiuso, presto andrò in Brasile”
di Marco Guerra. L’impegno politico di Alberto Torregiani (figlio del gioielliere ucciso a Milano nel 1979 dai ‘Proletari armati per il comunismo’, dei quali fu riconosciuto come mandate il terrorista Cesare Battisti) è quello di un uomo che non si mai arreso, di colui che ha trasformato una battaglia per chiedere giustizia in impegno per tutto il popolo italiano. Rabbia  e amore di un uomo di destra che ha accettato la difficile sfida della candidatura nelle liste di Fratelli d’Italia alle prossime elezioni Europee, tenendo i riflettori sempre accessi sul Brasile. Torregiani Perché Fratelli d’Italia? «Sono sempre stato un uomo di destra e, dopo le vicissitudini che hanno portato allo scioglimento del Pdl e alla rifondazione di Forza Italia, ho deciso di impegnarmi nella formazione che mi è sembrata più coerente con le idee in cui ho sempre creduto e più aperta al contributo della società civile. Questo partito può partire da una base democratica e meritocratica, e questo è fondamentale per ricreare una nuova classe dirigente». Quindi è favorevole alle primarie? «Certo le primarie sono uno strumento fondamentale per quelle dinamiche interne democratiche a cui facevo cenno, ma sono altrettanto convinto che il riconoscimento di un leader dipenda anche da tante altre condizioni». E Giorgia Meloni risponde a queste condizioni? «Conosco la Meloni da dieci anni, abbiamo lavorato molto bene in occasione di Atreju (festa di Azione giovani ndr), lei sa valorizzare i giovani e chi è capace di lavorare. Quindi gode del mio pieno appoggio perché incarna la necessità di cambiamento della classe dirigente del centro-destra. Nel Pdl i vecchi leoni, o forse è meglio dire i mammut, la facevano da padroni». Perché la candidatura in Europa, quale istanze vuole rappresentare e difendere? “Si va in Europa per rappresentare tutto il popolo. Non possiamo portare gli interessi di nicchia. Andare in Europa in questo momento significa prendere a piene mani i problemi di tutta l’Italia senza distinzioni. Io sono di Milano e mi sono occupato di questioni inerenti la giustizia ma nelle mie battaglie voglio rappresentare anche il sud. Lo stesso discorso vale a livello europeo, il parlamento di Strasburgo opera bene se fa l’interesse di tutti i popoli». Lei è candidato anche per la regione Piemonte, dove Fdi si presenta fuori dalla coalizione di centro-destra «L’accordo è mancato con Forza Italia. È stata una grande stupidaggine causata da chi non lavora per il bene del Paese ma solo per gli interessi di partito. Quando Forza Italia pretende di avere il candidato presidente perché è ‘l’azionista di maggioranza’ della coalizione sa di affermare una sciocchezza, perché è sufficiente fare un giro in un mercato di qualsiasi città piemontese per capire che Guido Crosetto è di gran lunga il candidato più apprezzato e con maggiori possibilità di vittoria del centro-destra. Purtroppo hanno prevalso le logiche di appartenenza». A proposito di appartenenza. Che ne pensa delle polemiche relative alle restrizioni imposte alle commemorazioni a Milano di Sergio Ramelli, giovane del Fronte della Gioventù barbaramente ucciso a Milano negli ’70 da giovani appartenenti di avanguardia operaia? «Un conto è il ricordo, un conto è il rispetto della storia che ha creato eroi e sconfitti e un altro ancora è l’ostinazione a mantenere certi steccati e categorie. Queste diatribe le vedo molto stupide e inaccettabili. È assurdo che c’è chi si preoccupa di limitare e controllare il corteo che commemora Ramelli in un periodo in cui i problemi da affrontare richiedono il massimo impegno di tutte le istituzioni». Sing. Torregiani per lei la questione Battisti non si è mai chiusa. Sappiamo che vuole ottenere il visto per andare a chiedere un incontro ufficiale con le autorità Brasiliane? «Si ci sto riprovando ma non è semplice. All’epoca della decisione sull’estradizione, mi fu negata la possibilità di andare a parlare con i membri della Corte suprema brasiliana. La mia deposizione avrebbe sconvolto anche le pressioni più forti di certi ex ministri brasiliani interessati a difendere Battisti. Ora non lo sto richiedendo come singolo cittadino ma come delegazione politica italiana che chiede ufficialmente di essere ricevuta dai rappresentati del governo brasiliano per riaprire il caso e ottenere giustizia. Credo che stavolta sarà meno difficile ottenerlo, i nostri ministeri degli Esteri e della Giustizia sono in contatto con l’ambasciata brasiliana, confido di avere una risposta entro massimo un altro mese. La vicenda non è chiusa anche per i familiari di altre 3 vittime di Battisti e doveroso quindi tentare fino all’ultimo».   
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