Se il “Pil” Usa rallenta che succede?

30 aprile 2015, Luca Lippi
Se il “Pil” Usa rallenta che succede?
Il Gross Domestic Product del primo trimestre negli Stati Uniti è cresciuto di 0,2%. Il GDP in Usa è il nostro PIL, mentre il dato percentuale è l’ennesima smentita della stima fatta dagli “economisti”. 

La previsione degli economisti USA per il primo trimestre era dell’1%. Che succede? Perché l’economia USA cresce così lentamente nonostante i massicci interventi della FED?

Questione di punti di vista come sempre. Ci sono due spiegazioni, la prima è falsa ed è quella spesa per i popoli che si cibano della propaganda, e poi c’è la spiegazione economica ma che non si può prendere in considerazione per una soluzione perché nessuno è così fesso da rendere al mercato l’esito della speculazione.

E allora incolperanno al Dollaro che dall’inizio dell’anno si è apprezzato del 9% nei confronti dell’euro, e questo sarà offerto come spiegazione da irradiare alle masse inconsapevoli. Ovviamente inutile spiegare a chi non si occupa di Scienza Economica professionalmente, che una rivalutazione della moneta non può determinare una debàcle di 0.8% su base trimestrale (3.2% su base annua) di una economia così “potente”.

Invero, è anche lecito pensare che non sia una vera e propria frenata dell’economia statunitense, piuttosto sono stati artificialmente “gonfiat” i dati dei trimestri precedenti, stanno solamente riportando alla realtà la fotografia del potenziale economico USA. Nei fatti, le massicce iniezioni di liquidità da parte della FED sono servite solamente per attenuare il male incurabile del secolo che attanaglia tutte le economie mondiali: il debito. In questo modo i vari QE non sono altro che “metadone” e nella migliore delle ipotesi le economie ristagnano.

L’eccesso di debito si sana solamente con l’inflazione che ci renderebbe tutti più poveri ma ci porterebbe alla realtà. Del resto, tutta questa ricchezza fino ad ora è stata falsa, i casi di arricchimento dal nulla sono perle rare, dati non statisticamente rilevabili, e invece sono diventati esempio e modelli da seguire. Era ovvio che alla fine il nodo venisse al pettine.

Ma quanta ricchezza è disposta a cedere il passo alla realtà? E allora avremo le solite litanie senza logica a giustificare la situazione, portando sul banco degli imputati le monete che sono solo uno strumento, e cercheranno di recuperare quote impoverendo una base sempre più ampia di popolazione a vantaggio di pochi che non intendono piegarsi all’ineluttabile resa del maltolto.
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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