Taverna risponde agli insulti di Giannone: “Procederò legalmente. Io non sono come la Moretti”

30 aprile 2015, Andrea Barcariol
Intervistata da IntelligoNews Paola Taverna, senatrice del Movimento 5 Stelle
Taverna risponde agli insulti di Giannone: “Procederò legalmente. Io non sono come la Moretti”
annuncia procedimenti legali nei confronti di Gerardo Giannone. E manda un messaggio a Renzi. 

Il candidato del Pd in Campania Gerardo Giannone, su twitter, l’ha pesantemente insultata. Cosa replica?


«Procederò come la legge mi consente ma non credo di voler dare ulteriore adito a questa vicenda. Il signore si qualifica da solo e procederò legalmente nei suoi confronti. Poi ha anche continuato, si è permesso di chiamare mia sorella... ma è meglio lasciar perdere, ci saranno altre sedi per discutere di questi fatti».


Quando un’espressione di uguale volgarità fu usata da un grillino nei confronti della Moretti del Pd ci fu una forte polemica mediatica. Oggi chi difende Taverna?

«E’ sotto gli occhi di tutti che ci sono delle differenze. E' diverso se un episodio capita a noi rispetto agli altri».


Per Renzi il Parlamento ha la stessa utilità di Cnel, l’organo costituzionale che voleva sopprimere?

«Il Parlamento credo stia vivendo il più brutto momento della sua storia. Finché il governo continuerà a sovrapporsi, il Parlamento sarà completamente inutile, Renzi avrebbe avuto più risparmi abolendo anche la Camera, oltre al Senato. Al Cnel si chiedevano pareri che non venivano ascoltati, più o meno come il Premier fa con noi. Ho vissuto la richiesta della fiducia come un momento triste per la storia della democrazia in Italia. Spero che l’opinione pubblica sia sufficientemente informata sulla deriva autoritaria di questo governo, piuttosto che far passare noi come i soliti allarmisti e non il Premier come un novello duce».

Siamo sicuri che l’Italicum convenga a Renzi?

«E’ svilente pensare a una legge elettorale, ai rappresentati di un intero popolo, in termini di convenienza. Potrebbe convenire a Renzi in questo momento o in futuro ad altri personaggi, magari anche più pericolosi. Sa qual è il problema grave? Questa legge non si sposa con nessuna forma di governo o di Stato che possiamo immaginare. Non è presidenzialismo, non è una repubblica parlamentare, è un grande pastrocchio fatto dimenticando gli organi di garanzia. Avremo un forte premierato senza aver mai cambiato la nostra repubblica parlamentare in una repubblica presidenziale, avremo due organi di garanzia azzerati dai loro poteri e un Senato ridotto a un poltronificio. Non mi interessa se ci possa favorire, vorrei una legge che rappresenti gli italiani».

L’opposizione del Pd abbaia ma non morde mai?


«La minoranza del Pd ha dimostrato le sue intenzioni in Senato, dove forse i numeri c’erano. Anche i 10 che sono stati sostituiti in Commissione potevano rifiutarsi o almeno sottolineare quanto poco democratica fosse stata questa scelta. E’ il gioco delle parti di Pirandello, fanno finta che esista una sinistra all’interno del Pd che in realtà non c'è più».

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