1 maggio, Airaudo (Sel): “Rimettere al centro il lavoro. Expo, ci guadagna solo il privato”

30 aprile 2015, Lucia Bigozzi
1 maggio, Airaudo (Sel): “Rimettere al centro il lavoro. Expo, ci guadagna solo il privato”
“Il Jobs Act non serve, il lavoro va rimesso al centro dei problemi, mentre con l’Italicum Renzi si occupa solo dei propri deputati da ricandidare”. E’ dura l’analisi di Giorgio Airaudo parlamentare di Sel che nell’intervista a Intelligonews allarga il ragionamento al significato del 1 maggio passando per Expo e Landini. 

Che primo maggio è?

« E’ un primo maggio più importante di altri perché occorre rimettere al centro dei problemi il lavoro e perché Renzi pensa solo al lavoro dei propri deputati cui con l’Italicum garantisce un seggio sicuro mentre gli italiani vivono nell’insicurezza»

I dati Istat dicono di una disoccupazione giovanile al 43 per cento. Che fine ha fatto il Jobs Act?

«Io dico che stiamo sprecando venti miliardi perché il Jobs Act va unito ai provvedimenti della legge di stabilità. La realtà è che spendiamo venti miliardi per trasformare i contratti in un finto contratto a tempo indeterminato che fra tre anni potrà essere stracciato perché si può licenziare con maggiore facilità dal momento che non si è costruito nessun vincolo per creare posti di lavoro. Di fatto stiamo spendendo soldi per far transitare i lavoratori da un contratto all’altro senza dar loro sicurezza e la conseguenza è che l’occupazione non aumenta. La verità è che dalla grande distribuzione – vedi la vicenda Auchan – al manifatturiero, continuiamo ad avere aziende che chiudono».

Il 1 maggio festa dei lavoratori coincide con l’inaugurazione dell’Expo da più parti considerata la festa dei produttori. Non è un controsenso stabilire una sorta di contrapposizione, di dualismo?

«Expo è una fiera commerciale che di solito, ovunque si fa, lascia spazi che poi si hanno problemi a riutilizzare; di solito il pubblico non ci guadagna, ci sono privati che fanno affari, i posti di lavoro sono transitori. Gli stessi macro-economisti parlano di un incremento dello 0,1 o dello 0,2 sul Pil, cioè niente»

Sì, ma i sindacati non hanno commesso errori in questi anni? 

«Intanto registro che il 5 maggio c’è un importantissimo sciopero dei lavoratori della scuola, settore dove ci sono posti di lavoro già in essere che andrebbero semplicemente stabilizzati e non tenuti appesi alla propaganda del premier perché si tratta di posti di lavoro certi da stabilizzare anche perché siamo condannati su questo dall’Europa e pure in Italia dalle sentenze di qualche Tribunale. Credo che il sindacato si debba liberare delle tossine della supplenza politica e debba riscoprire la sua rappresentanza pura, quella del mondo del lavoro; anche perché se non lo fa il sindacato, i lavoratori vengono abbandonati. Da questo punto di vista il 1 maggio sarà anche un’occasione di ascolto ma anche di battaglia forse più che in passato perché bisogna rompere il muro del silenzio sceso sui lavoratori, la pratica della solitudine in cui vengono divisi, per ricostruire l’unità dei lavoratori. I sindacati farebbero bene a recuperare tutta la loro forza, ma mi sembra che alcuni l’abbiano in mente e qualcuno anche da tempo».

E’ Landini la risposta a Renzi? 

«Landini è il segretario della Fiom e spero che lo faccia fino all’ultimo giorno e fino all’ultimo minuto disponibile. La politica non può ricorrere a scorciatoie. Quindi Landini da segretario della Fiom-Cgil fa bene a tirare la politica e nella politica tutto ciò che serve a difendere i suoi metalmeccanici e l’unità del mondo del lavoro, anche oltre i metalmeccanici».

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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