Orban ha nostalgia della forca. E l'Ue non ci sta

30 aprile 2015, Adriano Scianca
La strada che collega Budapest a Bruxelles è sempre più tortuosa. E potrebbe diventarlo ancora di più, se il premier ungherese Viktor Orbàn darà seguito alle sue dichiarazioni sulla pena di morte. 

Dopo l’eclatante assassinio di una tabaccaia nella città di Kaposvàr, il premier magiaro ha sostenuto che le leggi ungheresi attualmente in vigore vadano inasprite, aprendo di fatto alla pena capitale

Dichiarazioni che non hanno certo riscosso entusiasmo nella Ue. Anzi. Il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, ha subito puntualizzato: "Non abbiamo bisogno di discutere di cose ovvie, ci opponiamo fermamente alla pena capitale per molte ragioni. Orbàn a questo punto deve chiarire che non è sua intenzione reintrodurre la pena capitale in Ungheria; se invece questa fosse la sua intenzione, ci sarebbe scontro, sarà battaglia", ha affermato Juncker ricordando che la pena di morte è assolutamente vietata e condannata dai Trattati della Ue, e dunque appartenere all'Unione europea e restaurarla sono due cose incompatibili, per tutti i 28 Stati membri.
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