Pensioni, la Consulta ha bocciato la riforma Fornero

30 aprile 2015, intelligo
Gli italiani non hanno dimenticato le lacrime del ministro Fornero quando annunciò la riforma sulle pensioni. Misura che oggi è stata bocciata dalla Consulta. 

Pensioni, la Consulta ha bocciato la riforma Fornero
La norma che per il 2012 e 2013 ha bloccato la rivalutazione automatica delle pensioni, a partire da quelle superiori a tre volte il minimo (cioè 1500 euro circa), è incostituzionale. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza numero 70, depositata oggi in cancelleria. In particolare si tratta del comma 25 dell’articolo 24 del decreto Salva Italia, varato dal governo Monti il 6 dicembre 2011, subito dopo l’insediamento a Palazzo Chigi.

La misura fu presa "in considerazione della contingente situazione finanziaria" ma secondo il collegio giudicante le misure imposte dal governo tecnico anche alle pensioni basse "risulta irragionevolmente sacrificato nel nome di esigenze finanziarie non illustrate in dettaglio".

Così la Consulta che motiva così la decisione: "L'interesse dei pensionati, in particolar modo di quelli titolari di trattamenti previdenziali modesti, è teso alla conservazione del potere di acquisto delle somme percepite", mentre l’esecutivo guidato da Monti si limitò a "richiamare genericamente la contingente situazione finanziaria".

Secondo i giudici  la norma "si discosta in modo significativo dalla regolamentazione precedente", spiegando che quella "non discriminava tra trattamenti pensionistici complessivamente intesi, bensì tra fasce di importo".

Sarebbero dunque stati "valicati i limiti di ragionevolezza e proporzionalità, con conseguente pregiudizio per il potere di acquisto del trattamento e con irrimediabile vanificazione delle aspettative legittimamente nutrite" dagli ex lavoratori con una pensione di poco superiore ai 1.200 euro ma comunque bassa.

"Non fu scelta mia", puntualizza ora l'ex ministro sottolineando che fu una decisione "di tutto il Governo". Fornero ha aggiunto, come riportano le agenzie, che la Consulta "avrà avuto le sue buone ragioni" per bloccare il provvedimento.
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